Il rinvio della discussione sul Ddl Zan in Senato ha provocato, tra gli altri, la rabbia di alcune celebrity da sempre sensibili al tema.
«Ma il Renzi che si proclamava paladino dei diritti civili è lo stesso che oggi pare sia volato in Arabia Saudita mentre si affossava il ddl Zan? – ha scritto Fedez mettendo nel mirino in particolare il leader di “Italia Viva – Per celebrare la liberà di parola organizziamo una partitella a scarabeo con Kim Jong-un? Gran tempismo. Comunque bravi tutti. “Perché la politica è una cosa seria” dicevano…».
Polemico a sua volta l’intervento di Chiara Ferragni: «Senza parole. Siamo governati da pagliacci senza palle. E queste persone che dovrebbero tutelare i nostri diritti esultano così quando il ddl Zan viene affossato. Schifo».
Anche Tommaso Zorzi si è sfogato scrivendo un lungo commento: «Tra schiamazzi e urla dei presenti, un gruppo di persone, per lo più uomini, per lo più eterosessuali, per lo più cisgender ha potuto decidere per noi. Ha potuto sentenziare dall’alto del proprio privilegio che un disegno di legge come quello sull’omotransbifobia ed abilissimo non debba passare. Una scelta codarda, medievale, antiprogressista e che oggi non mi rende fiero di essere italiano. Oggi è un giorno che ricorderemo tristemente come il giorno il cui l’odio è passato in Senato. E dopo mesi di battaglie dobbiamo dirci sconfitti». E ancora: «[…] a pagarne le conseguenze saranno il ragazzino bullizzato a scuola, la donna trans che dovrà evitare gli sguardi di chi la deriderà sotto i bandi, la coppia omosessuale che dopo essere pestata dovrà subire una seconda umiliazione in tribunale […]».
Infine ha detto la sua anche Sangiovanni: «Chissà per quanto ancora vivremo nel medioevo. Chissà per quanto ancora tutto questo sarà anormale. Due uomini che si tengono per mano, due ragazze che si baciano. Grazie Italia per regalarci questi taboo, ci danno solo la forza di combattere e urlare ancora più forte! Anche oggi saremo un Paese migliore domani».