Lipstick Tester: lo sapevate che negli anni ’50 essere baciati per testare rossetti era un lavoro vero e proprio?

Anni ’50, siamo nel pieno del boom economico. Dopo gli anni difficili della guerra la gente sente un ritrovato bisogno di tornare a vivere, di godere delle piccole gioie, di investire in nuove attività. Le donne, dopo gli stenti degli anni ’40, riscoprono la voglia di una femminilità a tutto tondo: abiti che enfatizzano le curve, lingerie da pin-up, capelli cotonati in pieno Marilyn style e trucco impeccabile, con eye-liner e rossetto, principalmente rosso, simbolo di emancipazione e sensualità.

E proprio in questo periodo che i brand di cosmetica come Elizabeth Arden cominciano ad intensificare la produzione di rossetti, per adempire ad un numero sempre più alto di richieste; le donne vogliono sentirsi belle in ogni momento della giornata, e anche se al tempo la maggioranza restava in casa ad occuparsi della famiglia, indossare il rossetto rappresentava un gesto fondamentale di rivendicazione femminile.

Un numero sempre più alto di richieste, ma anche una maggiore attenzione alla performance dell’agognato prodotto beauty: i rossetti non devono solo presentare delle nuance sempre più variegate e brillanti, ma devono durare nel corso della giornata, idratare le labbra ed essere a prova di bacio. A tal proposito in questo periodo le aziende si avvalgono di una figura quanto mai stravagante ed emblematica, il “Lipstick tester”: una persona, probabilmente parte del team dermatologico che produceva i rossetti, incaricato di testare letteralmente sulla propria pelle la veridicità del prodotto.

Ma come avveniva questo test? Come testimoniano delle fotografie del magazine Life, tantissime donne venivano invitate a baciare copiosamente il volto del fortunato, e di conseguenza si sperimentava la durata e l’intensità del colore del rossetto. Un lavoro che, senza ombra di dubbio, sarebbe invidiato da molti tutt’oggi.

Tags: Lipstick Tester