Stando a quanto si legge in una dichiarazione riportata dal “The Sun” e rilasciata dal procuratore argentino in seguito alla tragica scomparsa di Liam Payne, pare che tre persone siano attualmente accusate della morte del cantante. Un dipendente dell’hotel, un sospetto spacciatore e una persona “che era vicina” all’ex membro dei One Direction sono infatti stati accusati di «abbandono di una persona seguito da morte, fornitura e facilitazione di narcotici».
La nota del procuratore, infatti, riporterebbe che «Sulla base delle prove raccolte e dopo aver analizzato i vari organi dei procedimenti, i numerosi allegati documentali e lo sfondo del caso, il procuratore Andres Esteban Madrea ha formalmente accusato tre persone, chiedendo il loro interrogatorio e l’arresto in una sentenza di 180 pagine presentata venerdì scorso al giudice Bruniard». «Liam Payne non era completamente cosciente o stava vivendo uno stato di notevole diminuzione o perdita di coscienza al momento della caduta» si legge poi nel rapporto, dove si sostiene anche che uno degli accusati «ha accompagnato l’artista quotidianamente» in quelli che sono stati i suoi ultimi giorni in Argentina. Inoltre, stando a quanto sottolineato da “E! News” dopo la lettura delle carte dei pubblici ministeri, «Per l’accusa, questa situazione (ovvero la sopracitata diminuzione o perdita di coscienza unita a una “mancanza di difesa o di riflesso di autoconservazione”, ndr.) escluderebbe anche la possibilità di un atto consapevole o volontario da parte della vittima poiché, nello stato in cui si trovava, non sapeva cosa stava facendo né poteva capirlo».
A tal proposito, Rogelio “Roger” Nores, uno degli amici stretti di Liam – scomparso nella notte italiana di mercoledì 16 ottobre 2024 – sempre parlando con il “The Sun” ha voluto condividere la propria versione della storia, negando di essere la sopracitata persona “vicina all’artista” accusata di abbandono. «Sono andato al suo hotel tre volte quel giorno e me ne sono andato 40 minuti prima che accadesse» ha infatti affermato Nores, che aggiunge: «C’erano più di 15 persone nella hall dell’hotel che chiacchieravano e scherzavano con lui quando me ne sono andato. Non avrei mai immaginato che sarebbe successo qualcosa del genere (…). Ho davvero il cuore spezzato per questa tragedia, e mi manca il mio amico ogni giorno».
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