Quello di Lessico Familiare è un progetto speciale. Molto più di un semplice brand, potremmo definirlo a tratti un collettivo creativo, a tratti come un bisogno di esprimere una visione intima e sperimentale attraverso capi dove ricerca, assemblaggio, recupero e lirismo stilistico si incontrano, per dar vita a collezioni uniche e senza tempo. Nato nel 2020 da un’idea di Riccardo Scaburri, creative director e lecturer, Alice Curti, designer e lecturer e Alberto Petillo, esperto di tailoring e tattoo artist, Lessico Familiare prende vita a Milano e in pochi anni è riuscito a raccogliere intorno a sé una community attenta, partecipe e sempre stimolante. Tanti gli attori che vi ruotano intorno: la ex top model e giornalista Bendetta Barzini, musa eterna del progetto, Victoria Genzini, image director e curatrice, e una lunga serie di personalità del mondo della moda e dell’arte che diventano ora ispirazione ora supporter di un tesoro piccolo ma curato con amore infinito. Anche il nome del progetto, Lessico Familiare, è un tributo al romanzo autobiografico di Natalia Ginzburg, “Lessico Famigliare”, da sempre un’ispirazione per il collettivo.


Dopo una partecipazione piena di consensi al “Who Is On Next?” di Roma, nel 2020, il brand ha nel corso degli anni presentato le sue collezioni sempre in location simboliche e istituzionali: Fondazione Sozzani, il Cinema Beltrade, la galleria indipendente Spazio Martin, il Sunnei HeadQuarters, fino all’iconica spiaggia di Forte dei Marmi. Ora, a dicembre 2024, Lessico Familiare ha scelto di presentare un progetto speciale nell’esclusivo spazio espositivo del Dover Street Market di Parigi, concept store simbolo della moda internazionale. Aperto al pubblico dal 14 al 19 dicembre 2024, “La Bruma e i Fossi” è il nome di questa retrospettiva, che può essere concepita come un autentico e sentito omaggio ai paesaggi della Pianura Padana, con le sue suggestioni, la sua proverbiale malinconia, e quell’esprit connaturato all’anima dei founders del brand.


Nebbia grigia e fitta, fossi, filari di pioppi bianchi, il fiume lento e marrone scuro, un costante ricordo di mortalità, sedie di plastica, negozi con tende di tessuto spinoso, dolci e polenta giallo pallido, luci Marlboro nel bagno del treno sulla strada per la scuola, lacrime e cappotti. Questo è un ritratto di ricordi familiari raccolti da adolescenti cresciuti nella pianura che è il tratto di terra che va da Torino a Venezia. “La Bruma e i Fossi” nasce dal desiderio di rivisitare una psicogeografia di sogni e amore severo, una ricerca di qualcosa di crepuscolare.


La ricerca visiva e concettuale della collezione e mostra, parte anche da un film, “L’albero degli zoccoli di legno” di Ermanno Olmi, vincitore della Palma d’oro a Cannes nel 1978. La pellicola è ambientata proprio nella terra brulla e arida della Padania, in una campagna vicino Bergamo, e ritrae la vita quotidiana di un gruppo di braccianti di una contrada lombarda del XIX secolo. Un film che vuole essere una riflessione sull’importanza dell’esistenza e della realtà, della natura e dei poteri terreni. «In un momento in cui le nostre esistenze sono a rischio, bisogna rendere omaggio alla terra, guardare alla terra per trovare una madre che ci protegga». Queste le parole che Olmi scelse per descrivere l’intento del film, un sentimento che oggi rivive nella cascina immaginaria ricreata all’interno degli spazi B1 di Dover Street Market Paris, che per l’occasione raccoglie un ritratto di questi ricordi dolci e duri al tempo stesso.
La collezione esplora forme simili a bozzoli in cui le maniche hanno perso la loro funzione, decostruite e quasi cancellate. Non sono gabbie che limitano i movimenti, ma piuttosto bozzoli avvolgenti sotto cui riposare. Evocano il giorno di riposo dei contadini nelle pianure, dove per una manciata di ore, le braccia sono a loro agio, pronte a prendere una ciotola di polenta o un bicchiere di lambrusco. Ogni capo di questa collezione è sfiorato da questo senso di desiderio. “La Bruma e i Fossi” è composta da cappotti, shearling, coperte in pelle, camicie, camicie da notte. Ogni pezzo è unico. La serie di cappelli è creata in collaborazione con l’artista e designer bergamasca Patrizia Benedetta Fratus.
La mostra include opere di artisti della pianura padana come Stefano De Paolis (Bergamo, 1992) e Jacopo Valentini (Modena, 1990), artisti contemporanei come Florence Carr (UK, 1997) e vecchi maestri come il paesaggista cremonese Enrico Erba (1895 – 1979).


Questa cascina immaginaria è un omaggio a un certo stile di vita fatto di grazia, rigore e discrezione. Una casa piena di tracce di sentimenti. Lo spazio è diviso in diverse sezioni: “Le coin magique”, “La maison”, “La place”, “Nature e hay”. “La Bruma e i Fossi” è prodotta dallo studio veneziano Mare Karina.
[📷 Lessico Familiare; Riccardo Fasana; Styling Riccardo Terzo; Production event Mare Karina]