Le serie tv e le sitcom degli anni 90-2000 potrebbero andare in onda oggi?

Il passato ritorna e funziona sempre. Sono sempre di più, infatti, i prodotti televisivi degli anni ’90 e 2000 che, grazie ai colossi dello streaming come Prime Video, Netflix e Disney+, tornano in auge. Quelle serialità che ci hanno accompagnato durante l’adolescenza, a distanza di anni, si sono però scontrate con il linguaggio degli anni ’20 del duemila, che ha nuove priorità e nuove sensibilità. Del politicamente corretto ne avevamo già parlato qualche mese fa, secondo alcuni un’ascia alla libertà di pensiero, per altri una necessità per non ledere la sensibilità di minoranze e gruppi oppressi.

Eppure, riguardando prodotti come “Casa Vianello”, “Camera Cafè”, persino “I Cesaroni” e “Un Medico in Famiglia” caricati di recente su Prime Video, ci sono scene e battute che probabilmente al giorno d’oggi verrebbero tacciate di sessismo, razzismo e perfino di violenza, o che, semplicemente, non farebbero più ridere. Persino “Nonno Felice”, sitcom di Canale 5 con Gino Bramieri, come fece notare lo youtuber Yotobi in un video, conteneva battute e riferimenti che ora sarebbero condannati da molti. Tra esempi di “mascolinità tossica” e battute borderline, su questa e altre sitcom o fiction la domanda sorge spontanea: potrebbero andare in onda nel 2022?

Non possiamo dire che non ci siano serie o prodotti televisivi ancora in onda macchiati di queste storture. Ma pensiamo alla testimonianza vivente di questa domanda: “Boris”, uscita di recente con la sua quarta stagione dopo 13 anni di stop. Da lì sono usciti tormentoni come “cagna maledetta” o parole come “schiavo” e “mer*a” utilizzate per descrivere uno stagista. Termini terribili, se analizzati fuori dal loro contesto, ma che in realtà, al tempo, facevano parte di un racconto che fotografava alla perfezione il mondo del cinema e dei set, ma anche la società nel suo insieme. È così che, nei nuovi episodi, anche il codice deontologico imposto dalla “piattaforma” diventa un modo per ironizzare e farci riflettere su ciò che avviene nei nostri giorni, tra finto buonismo e politicamente (s)corretto. Chi ha torto e chi ha ragione? Noi non lo sappiamo ancora.

Condividi l'articolo sui social: