Secondo quanto riportato, nella giornata di oggi – martedì 15 novembre – due attivisti per l’ambiente appartenenti al gruppo Last Generation, hanno attaccato nuovamente un’opera d’arte per protestare contro le nuove trivellazioni di petrolio e gas, da loro definite come “una condanna a morte per l’umanità”. Il dipinto interessato, in questo caso, è “Morte e vita” di Gustav Klimt, esposto nel Museo Leopold di Vienna e ora imbrattato con del liquido nero oleoso.
Gli ambientalisti, successivamente, avrebbero rivendicato tale azione tramite Twitter e, al momento, «i restauratori sono al lavoro per capire se l’opera protetta da un vetro sia stata danneggiata», come rivelato il un portavoce del museo stesso, Klaus Pokorny, all’ “AFP”.
«La bellezza della vita da un lato, l’attesa della morte dall’altro. È così che Gustav Klimt dipinse “Morte e vita” oltre 100 anni fa. Oggi stiamo scivolando in una catastrofe di proporzioni inimmaginabili perché ci rifiutiamo di riconoscere la minaccia mortale» avrebbero affermato gli attivisti, uno dei quali si è nuovamente incollato al quadro mentre l’atro veniva allontanato dalla sicurezza. Il gruppo, inoltre, sempre secondo quanto riportato, avrebbe fatto sapere che la vernice utilizzata per il forte gesto non sarebbe tossica ma, bensì, facilmente rimovibile.
[Fonte Foto, Twitter: Letzte Generation Österreich]