“Pronto, sono Amadeus. Ti andrebbe di fare la co-conduttrice a Sanremo?”, “Ci penso”. Sarebbe andata così la prima telefonata tra il direttore artistico e conduttore del Festival e Maria Chiara Giannetta. Un aneddoto svelato sul palco dell’Ariston proprio dall’attrice, che ha presenziato la quarta serata della kermesse.
Allegra, spigliata, elegante. L’impatto di Giannetta è dei più fortunati, ammaliando il pubblico con i suoi occhi verdi e i suoi cambi d’abito firmati Armani Privè. Ma anche sventolando le sue radici pugliesi, arrivando a insegnare persino il dialetto foggiano ad Amadeus, esorcizza la tensione mostrando tutto il meglio di sé. Il monologo “Dialogo fra innamorati”, realizzato con il compagno di fiction e comico Maurizio Lastrico, è un brillante botta e risposta di una coppia, che si parla esclusivamente con parole di canzoni famose. Da De Andrè a Calcutta, fino a Edoardo Bennato. Un tira e molla tra innamorati, che prima si promette amore eterno e poi litiga. Uno sketch che, allo stesso tempo, è diventato un omaggio a tantissimi artisti della storia della musica italiana.
L’attrice foggiana è reduce dal successo della fiction Rai “Blanca”, la storia di una detective non vedente. Ed è proprio partendo da quell’esperienza che apre il suo monologo, invitando il pubblico dell’Ariston “a chiudere gli occhi” e a “sentire i sapori al buio”. Lo fa circondandosi di quelli che lei chiama “i suoi guardiani”, cioè le persone non vedenti che l’hanno aiutata nell’interpretazione del ruolo: sono Michela, Marco e Sara, Maria e Veronica. «Blanca è tutti loro, Blanca è l’incaponirsi di tutti loro, è il salto nel vuoto di Maria, la simpatia di Veronica. E io ho imparato che è bello andare oltre ciò che si vede. Andare oltre i miei disagi, i miei imbarazzi, le mie paure».
Una lezione preziosa in un intervento misurato e genuino, che non puntava a sfruttare retoricamente la disabilità per ottenere approvazione. È la cifra stilistica di Maria Chiara Giannetta, una delle belle sorprese di questo Festival di Sanremo.