Con 135 milioni di spettatori, l’Halftime Show del Super Bowl firmato da Bad Bunny è stato uno dei più apprezzati dal pubblico internazionale. Un omaggio alla cultura latina che ha coinvolto anche Lady Gaga, apparsa a sorpresa al Levi’s Stadium portando in scena tutta la sua energia insieme all’artista per una combo esplosiva. Per l’occasione, Lady Gaga ha reso omaggio alla cultura latina indossando un abito custom di Luar, il brand fondato dal designer dominicano Raul Lopez: un baby blue con scollo a V e strati plissettati che evocano il movimento di un abito da sala da ballo, impreziosito da una Flor de Maga sulla spalla, il fiore nazionale di Portorico.
È stato proprio Raul Lopez, in un’intervista a Gothamist, a raccontare che la scelta dell’abito di Lady Gaga lo ha sorpreso tanto quanto il pubblico: «Ero a casa di un amico. Avevano organizzato una piccola visione del Super Bowl, con hamburger, caviale, patatine e nuggets, così, in relax qui a Brooklyn. Ero seduto per terra a guardare lo show e poi, boom: i ballerini si sono aperti e lei era lì. Ho iniziato a urlare, e tutti urlavano, ma non capivano perché. Io dicevo: “Sta indossando l’abito!” e a quel punto sono impazziti tutti. È stato bellissimo, un momento dolcissimo e surreale. Penso che sia stato meglio non saperlo: lo ha reso ancora più divertente e speciale», ha raccontato.
Quando ha creato l’abito per Lady Gaga, infatti, Lopez non sapeva che sarebbe stato indossato proprio al Super Bowl: «Ero appena atterrato dall’Europa, mi sono svegliato verso le 4:30 del mattino per il jet lag e ho trovato un messaggio di Chloe e Chenelle, le stylist di Lady Gaga, che diceva: “Chiamami subito”. Era proprio prima del weekend dei Grammy e mi hanno detto: “Vogliamo lavorare a un abito per Gaga. Sta preparando un numero salsa”. Mi hanno mandato alcune foto: c’era Celia Cruz e alcuni abiti degli anni ’90. Ma non mi hanno mai detto che fosse per il Super Bowl, ovviamente per evitare fughe di notizie. Quando ho chiesto: “È per i Grammy?”, mi hanno risposto: “No, meglio.”»
Il designer ha inoltre raccontato le indicazioni ricevute dalle stylist: «Mi hanno detto: “Vogliamo che tu inserisca davvero la tua eredità culturale, le tue ispirazioni, come sei cresciuto e il Caribe”. Io adoro includere le mie radici, ma è stato anche un modo per giocare con il mio lato ultra-femminile. Prima mi hanno chiesto il giallo, poi il blu. Io ho detto: “Ok, è un gender reveal?” Era diventata una battuta in ufficio. Mi hanno detto che stava preparando un numero salsa, quindi dovevamo creare un abito che le permettesse di muoversi, ma che allo stesso tempo le fasciasse il corpo nel modo giusto».
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