Lady Gaga: cosa significa essere Patrizia Reggiani

Lady Gaga è reduce dal successo di “House of Gucci”, il film di Ridley Scott che la vede protagonista, nei panni di Patrizia Reggiani, mandante dell’omicidio del suo ex marito, Maurizio Gucci. Per interpretare al meglio la Reggiani, Lady Gaga doveva diventare Patrizia, coglierne l’essenza, la sfumatura, la lingua italiana, il suo accento.

«L’elemento più importante per diventare Patrizia è stato tingere i miei capelli di castano. Non potevo essere bionda con quell’accento italiano, ero ancora me stessa. Per me era importante anche che il film non fosse un tappeto rosso: la moda è stata una parte fondamentale della sopravvivenza di Patrizia. Ci ha provato così tanto, ma non è mai stata brillante come i Gucci».

E così che ne parla a “W Magazine”, per il numero di “W’s Best Performances”, dove la star ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al suo personaggio, alle difficoltà emerse. Era come se Patrizia avesse inviato «uno sciame di mosche per seguirla».

«Patrizia era una regina della discoteca che tanto voleva essere una socialite. Quando aveva solo 12 anni, sua madre le mostrò le foto di scapoli idonei. Sentivo che Patrizia avrebbe ballato come se fosse sott’acqua, come se stesse per prendere aria. Tutto in lei aveva a che fare con lo sforzo. In discoteca sapeva di essere stata vista e, in un certo senso, era l’ultima volta che era libera».

E poi la fine, il momento in cui Lady Gaga doveva tornare in sé e lasciare andare via Patrizia: «L’ultimo giorno di riprese, ero sul balcone del mio appartamento a Roma, e stavo facendo esplodere Dean Martin cantando “Mambo Italiano”, e avevo una sigaretta che mi pendeva dalla bocca. Io ero Patrizia ma sapevo che dovevo dirle addio: grandi sciami di mosche continuavano a seguirmi in giro, e cominciai davvero a credere che li avesse mandati lei. Ero pronta a lasciarla andare».

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