Trasgressiva, audace, aliena, androgina, accattivante. Modella, cantante, attrice, icona della comunità LGBT e non solo, Grace Jones è stata senza dubbio una delle protagoniste dello star system degli anni ’80 e continua ancora oggi a rappresentare un monumento intramontabile. Non solo per il suo talento, ma anche per la sua immagine: unica, personale, impossibile da replicare.
Nata in Giamaica il 19 maggio del 1948, la sua natura ribelle la porta sin da piccola a cercare un proprio posto nel mondo, assecondando quella voce interiore che l’ha fatta sentire tanto diversa quanto speciale per tutta la vita. Nel 1966 viene ingaggiata dall’agenzia Wilhelmina Models a New York, ma è a Parigi che Grace ottiene la sua consacrazione definitiva. Con la sua bellezza atipica, giunonica e atletica, intimidatoria e sinuosa come una pantera, nella Ville Lumière la star comincia a posare per gli obiettivi di Helmut Newton e Guy Bourdin.
Assidua frequentatrice di locali notturni, pian piano Grace si avvicina alla musica e la sua voce intensa la elegge a regina indiscussa della disco music del periodo. Merito del suo carisma conturbante ma anche dello stile: scintillante, senza paura di osare. Grace si muove con disinvoltura tra power suit sartoriali e creazioni seducenti che lasciano poco spazio all’immaginazione. Il suo volto, suggellato a icona anche grazie ai video e agli spot girati dal compagno – il fotografo e creativo Jean-Paul Goude – la rende riconoscibile ovunque. Quel volto scolpito ben si presta alle creazioni dell’hat designer più celebre di tutti i tempi, Philip Treacy, con cui sancisce un sodalizio stilistico che dura ancora oggi.
Costruzioni estreme e surreali che solo una diva con la sua consapevolezza potrebbe indossare con una naturalezza disarmante. E ci viene da chiederci ancora, ascoltandola o guardandola: è umana o bionica? In ogni caso, leggendaria.
[📷 Getty Images; IPA 📹 YouTube: kala-lobedancecompany222, GraceJonesVEVO; ©️ Citroën]