A tutti noi è capitato di fare delle previsioni sbagliate pensando al futuro: dal meteo ingannevole che ci fa lasciare a casa l’ombrello, ai risultati delle partite di calcio sfiorati per poco, fino alle coppie che pensavamo non si sarebbero mai lasciate. Ma c’è chi, in passato, ha detto con convinzione delle frasi che nel tempo sono decisamente “invecchiate male”. E infatti oggi – a discapito di quanto sosteneva Ken Olsen nel 1977 – tutti noi abbiamo almeno un computer che utilizziamo quotidianamente. E da quando Facebook è entrato nelle nostre vite, non si sente più parlare di MySpace, uno dei primi social network diventato ormai un cimitero di account abbandonati.
Col senno di poi, rileggendo queste frasi, è inevitabile lasciarsi andare a un sorriso compiaciuto e chiedersi com’è possibile che in passato qualcuno abbia sottovalutato la potenza della televisione, definendola “una scatola di compensato” che ci avrebbe annoiato in poco tempo, quando oggi non vediamo l’ora che arrivi la settimana di Sanremo per riunirci davanti al piccolo schermo con i nostri amici e improvvisarci critici musicali. Queste affermazioni ci lasciano un grande insegnamento: anche i CEO delle realtà più grandi possono sbagliare e peccare di eccessiva convinzione. Una domanda, però, rimane senza risposta: se si era impressionato per soli 500 dollari, cosa pensa oggi Steve Ballmer dei prezzi dei nuovi iPhone?
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