La Russia è ufficialmente il Paese più sanzionato al mondo

A causa dell’invasione dell’Ucraina e degli attacchi che non sembrano destinati a fermarsi nell’immediato futuro, sono numerosi i brand e le compagnie che hanno deciso di discostarsi ufficialmente dal Paese sotto la guida del presidente Vladimir Putin. La Russia, ad oggi, ha quindi superato Iran, Siria e Corea del Nord, diventando il Paese più sanzionato grazie alle oltre 5mila le sanzioni “mirate” disposte nei suoi confronti nel corso delle ultime settimane.

Stando alle ultime notizie, anche nelle scorse ore molti brand hanno deciso di interrompere i propri rapporti commerciali con la Russia, accanto a chi, come scelto da Uniqlo, dopo aver ritenuto opportuno continuare a fornire i propri beni e servizi nel rispetto della popolazione non direttamente responsabile del conflitto in corso, ha scelto di fare dietrofront e seguire chi ha preferito lasciare il Paese. Oppure come, nel caso del rivenditore di prodotti beauty Lush, è stato costretto a mantenere aperti i propri store a causa di un accordo legale di lunga data con un licenziatario russo. Nonostante ciò, il brand ha preferito sospendere le forniture nei negozi russi e ha interrotto le proprie vendite online nel paese.

Nestlé, invece, ha interrotto l’esportazione di numerosi suoi articoli, smettendo di fornire più prodotti non essenziali come il caffè Nespresso o l’acqua minerale San Pellegrino. Tuttavia, sono state fatte eccezioni per prodotti di base come alimenti per bambini o cereali. Poi c’è chi, come il brand The Attico, ha scelto di continuare a sostenere l’Ucraina tramite aiuti concreti come sostenuto in una dichiarazione pubblicata sui loro profili social: «Siamo per la pace e porgiamo il nostro cuore e le nostre mani alle persone colpite dalla tragica guerra in Ucraina. Come forma di profonda preoccupazione, stiamo fermando gli affari in Russia e forniamo una donazione all’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati».

Il cantante Max Barskikh, invece, come segnale forte ha scelto di vietare l’uso della sua musica sul territorio della federazione dichiarando le sue motivazioni tramite un video pubblicato sul suo profilo Instagram sotto al quale ha scritto: «Vieto ufficialmente l’uso della mia musica in qualsiasi forma nel territorio della Federazione Russa, tutte le stazioni radio, canali TV, film e programmi TV in cui suona come colonna sonora! Non voglio che la mia musica risuoni nel Paese che ha iniziato la guerra in Ucraina! Rimuovo anche l’intero catalogo delle mie canzoni dallo spazio digitale della Federazione Russa. Suggerisco a tutti gli artisti ucraini di fare lo stesso!».

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