La nostra classifica dei debutti di questo Fashion Month

Nel gran ballo delle debuttanti di questo settembre di fuoco per la moda internazionale, chi è stato il direttore creativo che ha “spaccato” di più? A dirla tutta ogni collezione a suo modo ha saputo portare qualcosa, una visione, un punto di vista personale che in quanto tale va rispettato. Eppure, ci sono stati dei debutti oggettivamente più incalzanti e giusti di altri. Così come ci sono state delle grandi occasioni sprecate, in primis quella di Duran Lantink da Jean Paul Gaultier: uno show che avremmo preferito risparmiarci. Approvatissimi Louise Trotter da Bottega Veneta, Matthieu Blazy da Chanel e Jonathan Anderson da Dior: la prima ha incamerato il DNA del brand ma interpretandolo con un occhio femminile in cui l’evoluzione è più importante della rivoluzione. Blazy ha avuto il grande merito di svecchiare la maison riportandola in una vetrina che non è solo lusso e status symbol ma, soprattutto, moda. Anderson ha reso omaggio alla storia di Dior senza venir meno alle sue silhouette distintive e al suo fantasioso romanticismo. Il più discusso e dirompente? Dario Vitale da Versace, mentre Demna da Gucci è già leggenda. 

[📷 Getty Images; IPA; MEGA; bottegaveneta.com; Carven.com; fashion.jeanpaulgaultier.com; Instagram: gucci, chanel; Courtesy of Versace]

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