Dai finimenti per cavalli al lusso più ambito: quella di Hermès è una storia anticonvenzionale iniziata nel 1837, quando Thierry Hermès, sellaio, si trasferì a Parigi per avviare la propria azienda, rilevata in seguito dal nipote Émile-Maurice. Il cuore pulsante della maison francese è custodito nella sua primissima valigetta da equitazione, un accessorio che segnò l’inizio dell’interesse per la moda da parte di tutti i suoi discendenti, fino ai fratelli eredi Bertrand e Nicolas Puech. Ad oggi, secondo il Bloomberg Billionaires Index, la famiglia Hermès vanterebbe il patrimonio famigliare più alto d’Europa, che ammonterebbe a 140 miliardi di euro, oltre a un valore di mercato che superiore ai 200 miliardi di euro. Cifre esorbitanti che non hanno fatto altro che crescere in maniera esponenziale nel corso degli ultimi 10 anni, sfuggendo ai vari “predatori” concorrenti.
Tra questi, Bernard Arnault, fondatore del Gruppo LVMH – ad oggi tra gli uomini più ricchi al mondo -, che nel 2010 accumulò un lotto di azioni Hermès in un investimento, a sua detta, «amichevole e mirato ad offrire a Hermès un aiuto strategico». Ma per Bertrand Puech si trattava solo di un’intimidazione «rivoltante», e assieme all’ex CEO Patrick Thomas, il miliardario allontanò bruscamente l’uomo d’affari e continuò a crescere in solitaria. In 13 anni, le azioni di Hermès sarebbero aumentate di valore di oltre il 1000%, superando il guadagno del 600% di LVMH, e rendendo la famiglia francese la terza maggiore ricchezza mondiale. E pensare che, secondo quanto riportato dal Tribune de Genève, Nicholas Puech – ultimo discendente di Hermès – avrebbe deciso di cambiare il suo testamento per lasciare i suoi averi al suo maggiordomo!
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