Che sia uno dei più grandi artisti del novecento, un pilastro del modernismo classico e massimo esponente del Fauvismo non c’è dubbio. Con le sue tele dai colori vibranti e le sue rappresentazioni libere e sintetiche, Henri Matisse è stato uno dei geni più dirompenti dell’arte del XX secolo, un punto di rottura che ha aperto la strada a un nuovo modo di dipingere. L’artista francese, però, non è stato solo un pittore, ma anche un grafico e uno scultore, sebbene ebbe a dire che il capolavoro della sua esistenza fu la progettazione di una cappella nella città di Vence, a pochi passi dalla Costa Azzurra. L’artista non aveva mai sviluppato progetti architettonici ma, nella fase finale della sua vita e durante la lunga degenza per una grave malattia, scelse di dedicarsi a questo progetto speciale. La Chapelle du Saint-Marie du Rosaire venne realizzata da Matisse come testimonianza dell’affetto per un’allieva infermiera, Monique Bourgeois, che l’aveva accudito durante gli anni della malattia.
Monique, che per Matisse fu anche modella, sviluppò una vocazione che la portò a entrare nella comunità dell’Ordine Domenicano di Vence, così Matisse si trasferì nei pressi del convento. Fu proprio la suora, nel 1947, a chiedergli di realizzare una cappella vicino al convento e lui accettò di buon grado. Con il contributo dell’architetto Auguste Perret, Matisse sviluppò i disegni dei pannelli decorativi, i dipinti al suo interno, le vetrate della cappella, l’altare e tutto l’arredo sacro, compresi gli abiti del celebrante.
La cappella si presenta come una bianca struttura a L, della quale sono evidenti le ampie vetrate giallo, blu e verde e il tetto con motivo azzurro e bianco sovrastato da una croce forgiata in ferro con campana disegnata dal maestro. Luminosa ed essenziale, all’esterno è presente anche un piccolo giardino. Sulle altre pareti si individuano le decorazioni di Matisse realizzate su ceramica bianca, raffiguranti la Via Crucis, San Domenico e la Madonna con bambino. Un piccolo gioiello da visitare assolutamente per poter ammirare l’ultima grande opera di un genio.
[📷 Getty Images; IPA]