Lo spavento, e ora la giustizia. Da Parigi arrivano notizie confortanti per Kim Kardashian riguardo al celebre furto di gioielli avvenuto nella capitale francese nel 2016. Quattro uomini, infatti, come riportato dal The Guardian, sono stati ritenuti colpevoli di aver fatto irruzione con la forza nella residenza parigina della celebrità e di averle sottratto gioielli per un valore di milioni di dollari, durante la fashion week dello stesso anno.
I responsabili principali sono tre pensionati e un uomo di circa trent’anni. Sono stati condannati per rapina a mano armata, insieme ad altre quattro persone giudicate colpevoli di aver contribuito al colpo. Due imputati, invece, sono stati assolti dall’accusa di aver diffuso informazioni sulla posizione di Kim Kardashian a Parigi. Secondo quanto riportato dalla BBC, le pene inflitte ai rapinatori arrivano fino a otto anni, in gran parte con la condizionale. Tuttavia, non torneranno in carcere poiché avrebbero già scontato la pena.
Il colpo, definito dai media come uno dei più clamorosi degli ultimi 20 anni a Parigi, è stato messo a segno da una banda ribattezzata dalla stampa francese “la banda dei nonni rapinatori”, per via dell’età avanzata dei componenti. Nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 2016, mentre Kim Kardashian si trovava nella sua stanza all’Hotel de Pourtalès, vicino a Place de la Concorde, alcuni uomini fecero irruzione. Come ricostruito dal Guardian, i ladri la tennero in ostaggio puntandole una pistola, le legarono mani e piedi e le tapparono la bocca con del nastro adesivo, prima di fuggire con un bottino da 10 milioni di euro. Gioielli mai ritrovati, tra cui un anello di fidanzamento da 3 milioni di sterline, donatole dall’allora marito Kanye West.
Le parole di Kim
A TMZ, Kim Kardashian ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo le condanne. Come riportato dal portale, l’imprenditrice si è detta grata per la serietà dimostrata dalle autorità francesi, che hanno seguito il caso fino alla condanna dei responsabili. «Quel crimine è stata l’esperienza più terrificante della mia vita; ha lasciato un segno indelebile su di me e sulla mia famiglia. Anche se non dimenticherò mai ciò che è accaduto, credo nel potere della crescita e della responsabilità e prego per la guarigione di tutti. Continuo a impegnarmi per la giustizia e a promuovere un sistema legale equo», ha dichiarato.
La speranza per Kim è ora quella di mettersi alle spalle questo episodio traumatico, come ha raccontato in tribunale a Parigi pochi giorni fa, pur avendo perdonato i responsabili.
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