Khaby Lame il New York Post lo definisce “un operaio licenziato”, è polemica

A seguito del traguardo tagliato da Khaby Lame superando Charli D’Amelio e diventando il creator più seguito al mondo su TikTok, non è passato inosservato in particolare il controverso titolo di un giornale. Il “New York Post”, infatti, nel raccontare quanto accaduto al tiktoker grazie ai numerosi follower che ogni giorno scelgono di seguirlo, ha scelto di titolare: «Un operaio licenziato, con 142,8 milioni di fan, scalza Charli D’Amelio dalla posizione di top star di TikTok».

La mancata identificazione di Khaby Lame come “Khaby Lame”, in favore di “un operaio disoccupato” ha successivamente scatenato non poche polemiche che, soprattutto su Twitter, sono state volte a sottolineare la differenziazione utilizzata nel definire lui e Charli. 

«Khaby Lame è una star dei social media da oltre 2 anni. È conosciuto in tutto il mondo. Questo è il suo momento clou, non “lavoratore licenziato”, la ragazza bianca viene chiamata con il suo nome nonostante sia Lame il più seguito», «Perché non chiamano semplicemente Khaby Lame… Khaby Lame? È come se avessero chiamato Charli D’Amelio “la ragazza che si è rifatta il naso e adora i drink di Dunkin Donuts”» e «Lui ha ancora un nome. Perché dare un nome solo alla ragazza bianca? Perché non descriverla semplicemente come “non più la migliore tiktoker” dal momento che la sua rilevanza è diminuita?» sono solo alcuni dei commenti indignati apparsi dopo la pubblicazione dell’articolo in questione.

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