Prosegue il percorso di rilancio di Luca de Meo in Kering, fondato su tre direttrici strategiche: riduzione del debito, rilancio di Gucci ed espansione nei mercati emergenti. In occasione dell’incontro annuale con gli azionisti del gruppo francese del lusso, svoltosi ieri nella sede parigina della società, a poco più di un mese dal Capital Markets Day di Firenze, il CEO ha fatto il punto sui risultati raggiunti finora e sulle priorità future. Come riporta MFF, al centro della strategia di crescita a medio-lungo termine figurano i mercati emergenti – il cosiddetto “6-pack”, che comprende Messico, Brasile, Africa, Medio Oriente, India e Sud-est asiatico – insieme alla Cina e alle nuove opportunità nei segmenti wellness e longevity.
«La priorità, fin dal mio arrivo in azienda, è stata la riduzione del debito, che nel 2024 aveva raggiunto i 10,5 miliardi di euro», ha ricordato de Meo. «Nel 2025 siamo riusciti a ridurlo di circa 2,5 miliardi, portandolo a quota 8 miliardi». Un risultato ottenuto attraverso una serie di operazioni strategiche, tra cui la cessione della divisione Kering Beauté a L’Oréal per 4 miliardi di euro, la vendita parziale di asset immobiliari di pregio e il rinvio di due anni dell’acquisizione di Valentino, inizialmente concordata nell’estate del 2023. «In questi nove mesi ci siamo concentrati anche sulla razionalizzazione, riorganizzazione e ridefinizione del posizionamento dei nostri brand. Abbiamo creato le condizioni per la rinascita di Gucci», ha proseguito il CEO. Il marchio, che rappresenta circa il 40% del fatturato complessivo di Kering, è passato dai 10,5 miliardi di ricavi del 2022 ai circa 6 miliardi registrati nell’ultimo esercizio. La strategia illustrata da de Meo prevede una riduzione del numero di boutique e una maggiore focalizzazione sulla qualità e desiderabilità del prodotto.
«La Cina resta un mercato chiave, ma sta entrando in una fase più selettiva. Dovremo investire maggiormente sulla desiderabilità delle maison, aumentando i budget marketing e ottimizzando la rete retail», ha spiegato il manager agli azionisti. Parallelamente, nei mercati emergenti il gruppo vede dinamiche particolarmente favorevoli, soprattutto in Africa e India. Rispondendo a una domanda degli investitori, sia de Meo sia il chief operating officer Jean-Marc Duplaix hanno evidenziato le prospettive di lungo periodo del continente africano, con particolare attenzione alla Nigeria, già al centro delle strategie di espansione di altri grandi player del lusso come LVMH. Tra le nuove direttrici di sviluppo, Kering guarda con crescente interesse anche ai segmenti wellness e longevity. «Se devo stabilire delle priorità al di fuori dei nostri business tradizionali, preferisco focalizzarmi su questi ambiti, che inizieremo a esplorare insieme a L’Oréal», ha spiegato de Meo. Più prudente invece la posizione sull’hospitality, che definisce come un settore molto di tendenza nella moda, ma anche molto diverso dal business moda e non necessariamente profittevole.
Durante l’assemblea è stata inoltre approvata la nomina di Laurent Kleitman, CEO del gruppo Mandarin Oriental, e dell’ex dirigente Chanel Marie-Hélène Chenut nel board della società. Contestualmente sono usciti Maureen Chiquet, Yonca Dervisoglu e Jean-Pierre Denis. Gli azionisti hanno approvato anche la distribuzione di un dividendo ordinario di 3 euro per azione e di un dividendo straordinario di 1 euro legato al closing dell’operazione con L’Oréal, previsto nel primo trimestre del 2026. «La nostra ambizione è tornare a una crescita sostenibile del dividendo già a partire dal 2026», ha dichiarato la direttrice finanziaria Armelle Poulou.
In chiusura, rispondendo a una domanda sulla possibilità di uno stock split, Duplaix ha escluso operazioni nel breve o medio termine, sottolineando che la priorità resta l’esecuzione della strategia ReconKering e tutte le energie del gruppo sono concentrate su questo obiettivo. Il presidente François-Henri Pinault ha infine ribadito il pieno sostegno al piano del management: «Gucci resterà il nostro focus principale, ma crediamo fortemente anche nel potenziale delle altre maison del gruppo, così come nelle opportunità legate a gioielleria, eyewear e wellness».
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