Negli ultimi mesi il gruppo Kering di François-Henri Pinault ha cercato di ridurre la propria dipendenza da Gucci, il suo marchio di punta attualmente in difficoltà, attraverso una serie di acquisizioni che, secondo Reuters, avrebbero ulteriormente aggravato la situazione finanziaria. Queste operazioni hanno infatti contribuito all’aumento del debito del gruppo, mentre le azioni di Kering hanno perso il 60% del loro valore negli ultimi due anni. A complicare il quadro, anche le minacce tariffarie di Donald Trump, che hanno messo alla prova le speranze di una ripresa del settore del lusso.
Secondo il report di Reuters anche Artemis – la holding della famiglia Pinault che possiede Kering e detiene una partecipazione in Puma – , sarebbe “fortemente indebitata” e potrebbe dover rimborsare 500 milioni di euro in contanti agli investitori dopo la scadenza di un’obbligazione convertibile, prevista per giovedì, a causa della performance deludente delle azioni Puma. In aggiunta, Kering potrebbe essere chiamata il prossimo anno a investire miliardi di euro per rilevare la quota restante della maison Valentino, che il gruppo dovrebbe acquisire pienamente entro il 2028 dal fondo di lusso Mayhoola, sostenuto dalla famiglia reale del Qatar.
Il Gruppo, probabilmente per far fronte ai debiti, ha quindi avviato un piano di contenimento dei costi e sta dismettendo partecipazioni immobiliari. Lo scorso gennaio 2025, il gruppo ha ceduto alla società di investimento privata Ardian le quote di tre immobili di prestigio a Parigi – l’Hôtel de Nocé, situato al 26 place Vendôme, e due edifici situati in avenue Montaigne, rispettivamente ai civici 35-37 e 56 -, con un incasso netto per Kering di 837 milioni di euro e secondo indiscrezioni starebbe puntando a replicare l’operazione parigina a Milano e a New York.
Secondo due obbligazionisti sentiti da Reuters (che hanno chiesto di rimanere anonimi), se la situazione non migliorerà, Kering rischia un terzo declassamento del rating creditizio in tre anni. Un tale scenario potrebbe compromettere ulteriormente la capacità dell’azienda di rilanciare Gucci e competere con gli altri colossi del lusso. Con il flusso di cassa in calo, a pesare sui conti di Kering ci sono alcuni investimenti: nel 2023 il Gruppo ha acquistato interamente in contanti il marchio di profumi Creed per 3,5 miliardi di euro e il 30% di Valentino per 1,9 miliardi di dollari. In meno di due anni, il gruppo ha inoltre investito circa 4 miliardi di euro in immobili di pregio, tra cui la Fifth Avenue a New York e le vie dello shopping di lusso a Milano e Parigi.
Secondo un insider, Kering avrebbe pagato premi significativi per superare i concorrenti, temendo che i propri marchi potessero perdere l’accesso a location strategiche. Con il flusso di cassa libero sceso quasi del 30% nel 2024, attestandosi a 1,4 miliardi di euro, l’azienda sta ora accelerando la vendita delle sue partecipazioni immobiliari, puntando a liberare 2 miliardi di euro entro il 2026.
Tuttavia, gli asset potrebbero essere ceduti a un prezzo inferiore al valore contabile: nel suo rapporto annuale 2024, Kering ha infatti registrato una svalutazione di 100 milioni di euro legata alla cessione del 60% di tre proprietà parigine.
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