Kanye West, il documentario “In Whose Name?” esce al cinema e fa discutere

Le riprese sono di Nico Ballesteros, giovanissimo videomaker che ha iniziato a seguire una delle figure più iconiche e controverse allo stesso tempo dello showbusiness. Il suo nome è Kanye West, anzi, Ye. Ed è il protagonista di un documentario che già da settimane ha fatto discutere. Si intitola “In Whose Name?” ed è il risultato di ben sei anni di riprese di Ye. Sei anni spontanei, da ogni angolazione. Erano passati appena sei mesi da quando si era diplomato alla high school, ma Ballesteros ha raccolto fin dal 2018 ben 3000 ore di girato, confluite in un film uscito venerdì 19 settembre 2025 nei cinema statunitensi.

Tra le recensioni e le indiscrezioni uscite, il quadro parziale degli anni più difficili di Ye sta sicuramente facendo discutere. Sui social e non solo. Perché nel girato di Ballesteros sono inclusi gli anni complicati in cui il rapper, tra i problemi di salute mentale, la fine del matrimonio con Kim Kardashian e la carriera a rischio, ha vissuto diversi terremoti. A far parlare particolarmente sono le immagini di un litigio avvenuto con la madre di Kim Kardashian, Kris Jenner, come raccontato anche dal Daily Mail. Kris, spiega il tabloid che mostra alcuni stralci del dialogo aspro, «lo aveva implorato di prendere le sue medicine» per via del suo disturbo bipolare. Una richiesta che ha scatenato l’ira di Ye, che ha detto alla Jenner «che avrebbe “preferito morire” piuttosto che assumere farmaci».

Senza filtri, nei momenti più concitati della storia recente di Kanye. Un racconto che ha attirato già le critiche dei principali media, tra cui The Guardian, che ha recensito positivamente il ritratto del rapper e imprenditore con ben 4 stelle su 5. «La discesa di Kanye rende la visione cupamente avvincente», si legge nel titolo del quotidiano britannico. Perché il lavoro del giovanissimo Ballesteros è stato rivelatore di molti momenti dietro le quinte inediti, con l’aggiunta di tantissimi nomi noti legati a Ye durante gli anni che vanno dal 2018 al 2024. E l’elenco, come rivelato anche da The Hollywood Reporter, è lunghissimo: a partire ovviamente dall’ex moglie Kim Kardashian, e poi il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, che Ye ha appoggiato negli anni e di cui ha sfoggiato uno dei suoi cappellini più celebri, “Make America Great Again”. Ma anche Elon Musk, Beyoncé, Jay-Z e Drake, con cui si vede in una stanza mentre rappa davanti a lui. E ancora Rihanna, LeBron James, Lady Gaga, Pharrell Williams, anche Diddy prima del processo giudiziario che lo ha portato in carcere negli ultimi mesi, fino ad Anna Wintour e perfino al politico Charlie Kirk, recentemente ucciso. Un progetto unico nel suo genere che sicuramente farà ancora discutere.

[📸 BACKGRID / IPA]

Condividi l'articolo sui social: