Anche se non siete amanti della musica coreana, probabilmente avrete sentito parlare almeno una volta del K-pop, il genere musicale scelto dalle band coreane che negli ultimi anni stanno conquistando fan in ogni angolo del mondo. In realtà, la passione dei giovani per questo tipo di musica non è una cosa nuova: spesso in trend su X (ex Twitter), da anni ormai i cantanti coreani hanno preso il sopravvento nelle home dei principali social network. C’è chi li idolatra per la loro bellezza, chi per il loro talento e il carisma che riescono a esprimere sul palco: sono tante le caratteristiche che rendono le band coreane dei gruppi di successo.
Tra questi ci sono le NewJeans, la girl band sudcoreana che, secondo il Ministero dell’Occupazione e del Lavoro, non possono essere definite delle vere lavoratrici. Come riportato dalla BBC, ieri, mercoledì 20 novembre 2024, il Ministero ha respinto le accuse di molestie sul posto di lavoro a carico di Hanni, la cantante del gruppo che lo scorso settembre si era scagliata contro il bullismo presente nell’industria musicale, affermando che la loro etichetta discografica, Ador “le odiava”. Il motivo? Secondo il Ministero, le star del mondo della musica non rientrano nella categoria “lavoratori” ai sensi del Labor Standards Act, e per questo non hanno gli stessi diritti e doveri. «Gli individui devono soddisfare i criteri previsti dal Labor Standards Act… per essere considerati lavoratori», ha spiegato Chunghwan Choi, partner senior dello studio legale Yulchon a Seoul. «Questo vuol dire avere orari di lavoro fissi e fornire manodopera sotto la supervisione e il controllo diretto del datore di lavoro. Le celebrità, compresi i cantanti, sono generalmente considerate lavoratori autonomi».
Se c’è chi non è rimasto sorpreso dalla decisione, in molti, invece, hanno espresso il loro disappunto: è giusto che i cantanti non rientrino nella categoria dei lavoratori? Cosa implica essere una star nel mondo coreano? E soprattutto, è giusto che i cantanti non vengano tutelati dalla legge? Come spiegato dall’esperta CedarBough Saeji, le star dei gruppi K-pop hanno dei doveri a cui adempiere e «lavorano ore incredibilmente lunghe, spesso sette giorni su sette per mesi di fila…[senza] periodi di riposo chiaramente definiti».
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