Dopo K-pop e K-drama, è oggi impossibile negare come l’influenza della Corea del Sud abbia ormai conquistato l’intero occidente. Così, allo stesso modo, anche il K-beauty è passato dall’essere un semplice trend, a tratti viralissimo sui social, a diventare e una vera e propria potenza economica capace di conquistare un’importante fetta di mercato.
Con le routine di cura della pelle ad oggi famose in tutto il mondo e con nuovi prodotti sempre in rapida ascesa, il K-beauty ha portato alla ribalta ingredienti come la bava di lumaca, facendo sì che anche il suo produttore – il piccolo marchio sudcoreano CosRX – diventasse globale, tanto da essere attualmente di proprietà della più grande azienda cosmetica del Paese, Amorepacific.
Così, alimentato da tendenze Tiktok e da una predisposizione sociale per cercare di apparire quasi impeccabili, il K-beauty continua a registrare un clamoroso successo. Come riportato dalla BBC, infatti, “Il solo mercato interno è stato valutato a circa 13 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita prevista delle vendite di alcuni prodotti a due cifre”. Il resto del mondo è altrettanto ossessionato da questo fenomeno, tanto che i marchi coreani occupano ad oggi interi reparti presso i rivenditori globali di prodotti dedicati al beauty e alla cura della pelle. “Nella prima metà del 2025” si legge sul portale, “la Corea del Sud ha superato la Francia, patria della cosmetica moderna, diventando il secondo esportatore mondiale di prodotti di bellezza, dopo gli Stati Uniti”.
Con i social media a ricoprire appunto un ruolo centrale nello sviluppo di questo trend, al centro dell’ascesa della K-beauty c’è senza ombra di dubbio anche un ritmo incessante di innovazione, con nuove formulazioni che emergono a distanza di pochi mesi, spesso pensate proprio per dare vita a una nuova “ossessione” degli utenti online.
Di pari passo, come spesso accade, non mancano le preoccupazioni riguardo l’impatto che tali ideali di bellezza possono avere in particolare sui più giovani. Gli esperti, infatti, avvertono che l’esposizione costante a contenuti online riguardanti la cura della pelle possono alimentare ansia e spese eccessive, provocando quindi anche reazioni negative.
Per quanto riguarda invece i trend di spesa, l’amministratore delegato di Amorepacific, Kim Seung-hwan, ha specificato che: «In paesi come Giappone, Corea e Cina, c’è più interesse per cose come una pelle impeccabile. In Europa i profumi sono la categoria principale, mentre negli Stati Uniti il trucco è più popolare. Tuttavia le cose stanno cambiando» ha aggiunto, sottolineando il crescente interesse dei consumatori occidentali per una pelle dall’aspetto giovane e per la protezione solare.
Con una sfida di produzione quindi in continuo aumento, si è rivelato molto importante per le aziende il sostegno ottenuto dal governo sudcoreano, che a dicembre ha designato K-beauty un asset nazionale strategico promettendo di sostenerne la produzione e le esportazioni. Con questo significativo voto di fiducia nei confronti di un settore che ha preso il via come tendenza virale, è ora impossibile non identificare tale ramo come una vera e propria forza economica per il Paese e non solo.
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