Jonathan Anderson, enfant prodige della moda contemporanea e, insieme a Matthieu Blazy, tra lefigure più celebrate del fashion system attuale, ha presentato ufficialmente la collezione Primavera/Estate 2027 del suo marchio omonimo, JW Anderson. Se è stato proprio il brand a consacrarlo sulla scena internazionale, accanto, alle origini, al suo lavoro da Loewe, oggi il brand rappresenta una parentesi personale all’interno della sua intensa attività creativa, accanto al ruolo di direttore creativo di Dior. Rispetto alla monumentalità e al peso storico della maison francese, JW Anderson rimane infatti il luogo in cui il designer può esprimere con maggiore libertà la propria visione più autentica: un’estetica fresca, rilassata e contemporanea, capace di bilanciare ironia, sperimentazione e desiderabilità quotidiana con un minimalismo sofisticato e perfettamente indossabile, trademark del suo stile.

Per la stagione SS27, Anderson torna a riflettere sul processo creativo, sulle persone e sull’artigianalità, costruendo la collezione attorno al concetto di curatela, da sempre uno dei cardini del suo metodo progettuale. Il lookbook, fotografato da Heikki Kaski, riunisce amici e collaboratori di lunga data del designer, provenienti da diversi ambiti creativi: dal collezionismo all’arte ceramica, dalla scrittura alla recitazione. Tra i protagonisti figurano il collezionista d’arte Ivor Braka, la ceramista giapponese Akiko Hirai, l’attrice e modella Dree Hemingway e lo storico dell’arte e accademico James Fox, ritratti in pose divertenti e volutamente rilassate, in pieno stile Anderson.

La sensibilità del designer si traduce in capi che raccontano il gesto creativo e il valore del tempo: gli abiti da sera drappeggiati sembrano modellati con naturalezza, come fissati da un unico movimento della mano; i jeans in denim giapponese ricordano volutamente l’idea di capi vissuti e riparati nel tempo; le canotte morbide e destrutturate scivolano dalle spalle con apparente spontaneità, mentre le giacche assumono invece forme squadrate, mantenendo un’attitudine pratica e volta alla funzionalità. L’intera collezione rilegge i codici iconici di JW Anderson attraverso nuove lavorazioni e una ricerca materica approfondita. I celebri twist jeans e i pantaloni con risvolto vengono reinterpretati con inedite finiture, mentre volumi ampi e silhouette decise attraversano gran parte della proposta. La lana Donegal, lavorata in maglieria dalle intense tonalità verdi, si anima di motivi floreali e felci dall’aspetto quasi fiabesco, in stratificazioni materiche giocose. Ancora una volta, Anderson gioca con il confine tra funzionalità e immaginazione: la Squirrel Clutch, accompagnata dalle sue noccioline all’uncinetto, ne è forse l’esempio più emblematico. Anche la palette cromatica guarda alla natura, alternando tonalità morbide e terrose a improvvise accensioni di colore, come l’intenso arancione dell’Hare Knit. La House Knit si ispira ai tradizionali cottage irlandesi, mentre il motivo Squirrel Knit rielabora un antico disegno Fair Isle originario della cittadina scozzese di Sanquhar. A sottolineare il legame con la tradizione manifatturiera britannica, la storica azienda Johnstons of Elgin ha collaborato alla realizzazione di un cappotto e di una sciarpa nei vivaci toni del rosso e del blu. Il tema del workwear, filo conduttore dell’intera collezione, si estende anche agli accessori: le nuove borse pouch, duffel e hobo presentano grandi tasche funzionali che avvolgono le silhouette, declinate in righe dai colori ispirati alle maglie da rugby: rosa cipria, verde e blu.

La proposta Home & Garden amplia ulteriormente il racconto creativo, sfumando il confine tra oggetto d’uso e pezzo d’arte, come avevamo visto anche precedentemente. Sgabelli Mackintosh realizzati a mano, cuscini ottenuti da biancheria vintage tinta con pigmenti naturali e tazze prodotte da Wedgwood, ispirate alle antiche ceramiche etrusche, arricchiscono la collezione. Non mancano riferimenti alle radici irlandesi del designer, come gli strofinacci in lino decorati con le parole “WOW”, “FAB” e “CHIC”. Tra gli elementi più curiosi spicca una campanella da slitta realizzata dalla John Taylor Bell Foundry utilizzando uno stampo d’archivio, la prima prodotta dalla storica fonderia dopo oltre un secolo. Completa infine la proposta la collaborazione con l’artigiano Eddie Glew, che firma una serie di cesti intrecciati a mano in salice britannico e pelle, insieme ai campanelli a vento di Cerith Wyn Evans e agli ombrellini realizzati con tessuti vintage in collaborazione con Sunbeam Jackie.
Una collezione che racchiude e sintetizza l’intero immaginario di Jonathan Anderson, filtrandolo attraverso le molteplici espressioni della creatività contemporanea.
[📷 Courtesy of JW Anderson]