Occhiali da sole scuri e un acronimo composto dalle iniziali del suo nome, Jean René, ma anche un’allusione al personaggio principale della celebre serie “Dallas”, J.R. Ewing, creano il ritratto di un artista contemporaneo amatissimo dal pubblico e definito da molti il “Banksy parigino”. O meglio, di un “photograffeur”, come ama definirsi lui stesso. JR è, infatti, un artista che unisce fotografia e arte urbana, come i graffiti. Il suo obiettivo? Che l’arte diventi uno strumento per cambiare il mondo, proprio per questo le sue opere non hanno allegate spiegazioni e molto spesso non si trovano nei musei, guidando gli spettatori in uno spazio libero dove sono naturalmente instradati a instaurare un rapporto intimo e personale con le due opere.
Dagli esordi con i maxi collage fotografici di persone comuni in giro per il mondo, alle installazioni trompe-l’oeil che sono arrivate anche alle facciate di alcuni celebri palazzi italiani, come Palazzo Farnese a Roma. Squarci che ci permettono di vedere l’essenza interna dell’edificio dall’esterno, creando una relazione tra passato e presente ma anche invitando gli spettatori a riscoprire la bellezza dei dettagli. Una riflessione sull’architettura e sulla riscoperta di monumenti iconici che è arrivata anche alle Piramidi di Giza e a Parigi, sia alla Torre Eiffel che al Palais de Tokyo e al Palais Garnier, sede del Balletto dell’Opera.
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