In un’intervista al “Corriere della Sera” Jo Squillo, all’anagrafe Giovanna Maria Coletti, ha parlato di sé e della sua carriera tra musica, televisione ma anche femminismo ed ecologismo. Parlando con la giornalista Michela Proietti, la cantante e presentatrice ha spiegato come nel corso della sua vita la parola “attivismo” abbia sempre significato “libertà”.
“Avevo sperimentato il maschilismo, la sera non potevo uscire perché femmina, invece io lo facevo”, ha detto Jo Squillo, raccontando di come questo l’abbia spinta ad avvicinarsi al mondo e alla cultura punk: “Avevo la cresta verde, già il green era nella mia testa” ha ricordato, aggiungendo: “Sono stata una delle prime donne che scrivevano per sé stesse, in quegli anni erano gli uomini che scrivevano per le donne”.
Da lì a poco sarebbe arrivato l’incontro con Sabrina Salerno: “Era famosa in tutto il mondo, un’icona pop straordinaria. All’inizio avevo pensato a un progetto di tante donne: una scrittrice, una danzatrice. Poi quando ho incontrato Sabrina ho pensato: io e lei già siamo un mondo”. Questo il racconto di Jo Squillo, che ha poi sottolineato quanto fosse grande la fama ottenuta dal duo, tanto da dovere “andare in giro con dieci guardie del corpo”.
Nel corso dell’intervista, la presentatrice ha anche rivelato di avere una figlia elettiva di nome Michelle: “Lei ha una madre, io sono la sua diversamente madre”, ha dichiarato raccontando di averla conosciuta in un periodo di grande dolore causato dalla perdita dei genitori: “I miei genitori avrebbero sempre voluto una nipote, me l’hanno mandata loro”.