Quando si osserva la vita dei giovani attori, si pensa che abbiano tutto quello che desiderano: successo, denaro, visibilità e una carriera ben avviata. Tuttavia, a volte si scopre che la realtà è ben diversa e meno straordinaria di quella che sembra.
L’ultima a raccontarlo è stata Jenna Ortega, che in una recente intervista a Harper’s Bazaar ha ammesso di essersi sentita “infelice” immediatamente dopo aver concluso la prima stagione di Mercoledì, la serie TV Netflix che ha accresciuto il suo successo in modo esponenziale.
«A dire il vero, dopo la serie, travolta dal tentativo di capire cosa stesse accadendo, ero una persona infelice», ha ammesso. «Per una persona piuttosto introversa come me, tutta quella pressione era intensa e spaventosa».
Quando si diventa famosi fin da giovanissimi e si è chiamati a ricoprire ruoli importanti, la sensazione può essere quella di venire travolti da un turbine di emozioni. Di sentirsi incompresi o inadatti, non ancora pronti ad affrontare le proprie responsabilità.
Se all’inizio Jenna Ortega si sentiva così, ora le cose sono decisamente cambiate. Come in una naturale evoluzione, oltre a essere l’attrice protagonista, è diventata anche una delle produttrici della serie. «Partecipo alle riunioni, ascolto e imparo», ha raccontato. «Sto ancora cercando di trovare il mio posto in quell’ambito».
L’attrice ha ammesso di essere grata per il fedele fandom che la supporta in questo percorso: «Voglio essere in grado di restituire tutto l’affetto, ma voglio anche fare cose che siano creativamente appaganti per me» ha chiarito. «Vorrei trovare il giusto equilibrio tra fare film che potrebbero interessare i miei fan, e quelli che interessano me. Voglio ruoli più audaci e diversi».
A proposito della seconda stagione, ha anticipato che sarà «molto più grande, più audace, più cruenta e un po’ più cupa», in perfetta sintonia con l’universo creativo di Tim Burton. «È anche più stravagante, nel miglior modo possibile».
[📷 Courtesy of Netflix / BERNARD WALSH]