Un artista completo, capace di comunicare le emozioni più disparate attraverso il suono. La musica era la sua migliore amica, e ciò che ha creato non verrà mai dimenticato. Così come lui, James Senese, lo storico sassofonista che si è spento questa mattina – 29 ottobre 2025 – all’età di 80 anni.
«Non bastano parole per un dolore così grande, ma solo un grazie! Grazie per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca», ha scritto sui social Enzo Avitabile, amico di una vita, annunciando la sua scomparsa. «Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico. Per sempre». Parole toccanti che si inseriscono in un commiato corale: molti volti della TV e del mondo della musica italiana lo hanno ricordato.
Come riportato da Repubblica, che cita il manager Luca Nottola, James Senese si è spento a causa di un’infezione polmonare che lo aveva costretto al ricovero all’ospedale Cardarelli lo scorso 25 settembre. Nelle ultime settimane il quadro clinico sarebbe peggiorato a causa di alcune patologie croniche, e questa mattina è arrivata la triste notizia.
Durante le lunghe settimane di ricovero, accanto a lui c’erano il suo manager e i suoi figli, Anna e Pasquale, accompagnati dai nipoti Costantino e Checco, che non lo hanno mai abbandonato. Non solo la famiglia: anche il mondo della musica si è stretto attorno a Senese. A trovarlo in ospedale erano andati, tra gli altri, Tullio De Piscopo, Nino D’Angelo ed Enzo Avitabile, tra i primi a ricordarlo questa mattina.
La carriera di James Senese
Simbolo di Napoli nel mondo, amico di Pino Daniele e grande artista, James Senese ha scritto una pagina importante della storia musicale italiana, donando tutto se stesso. All’anagrafe Gaetano Senese, era figlio di un soldato statunitense afroamericano e di una giovane donna napoletana. Fin da giovanissimo intraprese la carriera da sassofonista, innamorandosi di uno strumento che non avrebbe mai più lasciato.
Nel 1963, insieme a Mario Musella e ad altri amici, fondò il complesso Gigi e i suoi Aster, ma è con i Napoli Centrale che diede il meglio di sé. La sua versatilità, unita a una profonda passione per la musica, lo rese uno degli artisti più acclamati di Napoli e d’Italia.
In molti lo vollero per i propri progetti: curò le musiche del film No grazie, il caffè mi rende nervoso di Lodovico Gasparini, con Massimo Troisi, in cui fece anche un cameo cantando la canzone Arò vaje. Lavorò al fianco di uno dei più grandi della musica, Pino Daniele, partecipando ai primi album del cantautore, con cui non era solo collega, ma soprattutto amico. Due voci della musica napoletana che non si spegneranno mai.
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