C’era molta attesa per lo show Spring 25 di Jacquemus, che ieri ha sfilato a Parigi chiudendo una settimana dedicata al ready-to-wear maschile, in vista delle presentazioni haute couture. Da Simone Porte Jacquemus, che spesso ama fare le cose in grande – campi di lavanda, cascate di rafia, palazzi opulenti – non ci saremmo mai aspettati un’atmosfera così intima e riservata, all’interno dell’appartamento in stile art déco dell’architetto Auguste Perret. Inoltre, la notizia (largamente anticipata) che l’intera collezione sarebbe stata ripresa e scattata con un iPhone 16 Pro Max rappresenta una strategia per allinearsi ai tempi con uno show che, in tutto e per tutto, non riesce a evolversi dalle linee del passato. E che oltretutto baratta l’attitude sbarazzina della maison francese con una serie di silhouette nostalgiche che ci rimandano alle creazioni di Gianfranco Ferré, Alaïa e altri creativi che innegabilmente influenzano ancora il settore moda.
Intitolata “LA CROISIÈRE”, la collezione Spring 25 di Jacquemus strizza l’occhio all’alta moda ma risulta carente in narrazione. In passerella, caban avvolgenti, gonne a ruota, abiti a clessidra aderente e una stola in tulle a pois, ma anche drappeggi in jersey, felpe oversize, gonne a vita bassa e una collaborazione con Nike che ha riportato in vita le “Moon Shoes”, ideate all’inizio degli anni ’70. In un panorama fashion desideroso di novità, Jacquemus guarda ancora al passato e sceglie di non rinnovarsi, cedendo parte della sua personalità in cambio di un sogno americano, così lontano e in contrasto con il DNA della maison. Non a caso, a far nascere questa collezione è anche un ragionamento che ha a che fare con gli USA, visto il desiderio di Simone Porte di aprire gli store Jacquemus a New York e a Los Angeles, emulando l’espansione di Christian Dior e Coco Chanel negli anni ’50. E gli indizi, sui social, non mancavano: dalla gonna a ruota e il maglione di Edith Head a una foto di Peggy Guggenheim in Paul Poiret.
Le forme, i volumi e la sartorialità surreale sono i protagonisti dei 41 look della Spring 25 di Jacquemus, che ci offre un quadretto immacolato e statico di una realtà ormai superata. La retorica dell’Old Money, così effimera e staccata dalla società contemporanea, continua inspiegabilmente a ispirare stilisti che forse, in parte, non sono ancora riusciti a lasciare il segno nel presente. E così tocca prendere spunto dal passato e trafugare le intuizioni degli altri, per scrivere un capitolo di cui siamo solamente i personaggi secondari.
[📸 Getty Images; Instagram: jacquemus, yohjiyamamotoofficial; prada.com; maison-alaia.com; balenciaga.com; 📹 Instagram: jacquemus]