Se c’è una cosa che tutti conoscono del lavoro di Issey Miyake è senza dubbio il suo plissé: una firma estetica che il designer giapponese ha trasformato in simbolo, costruendoci attorno un’intera linea. La sua tecnica, infatti, prevede che capi già confezionati in tessuti termosensibili vengano inseriti in un macchinario capace di imprimere le celebri pieghe a fisarmonica. A proteggerli, due strati di carta che, inevitabilmente, subiscono lo stesso trattamento.
Questi strati prendono il nome di Paper Log, veri e propri “tronchi” di carta, e oltre ad assumere la tipica plissettatura, si tingono delicatamente dei colori dei tessuti con cui entrano in contatto. Un materiale di scarto che, in occasione della Milano Design Week 2026, diventa protagonista dell’installazione The Paper Log: Shell and Core, un progetto esplorativo concepito da Satoshi Kondo per Miyake Design Studio e sviluppato dal team di progetto di ISSEY MIYAKE in collaborazione con lo studio di architettura spagnolo Ensamble Studio.
Il progetto si articola in un’installazione composta da oggetti della memoria (Shell) e prototipi d’arredo (Core), nati da approcci opposti ma complementari alla riappropriazione di questi rotoli di carta compressa: da sottoprodotto dei capi plissettati della maison a vera e propria materia progettuale. Il tutto prende forma in uno spazio raw, quasi laboratoriale, eamplificando la dimensione sperimentale e indagando il rapporto tra materia, processo e forma.
Kondo, insieme al suo team, ha lavorato i Paper Log attraverso rivestimenti e sagomature, trasformandoli in superfici che ricordano il legno. Parallelamente, il team di Ensamble Studio ha sviluppato forme scultoree che incorporano oggetti d’uso quotidiano come lampade e sedute resi unici da questa texture sospesa tra drappeggio e materia lignea.
Ne nasce un’installazione che riflette sul valore della memoria e sulla possibilità di riscrivere il destino degli scarti, di quei materiali marginali che, attraverso il progetto e la cura, diventano elementi centrali, carichi di identità e nuove narrazioni. Un invito a ripensare il concetto stesso di residuo, trasformandolo in risorsa, visitabile in Via Bagutta 12 dal 21 aprile al 5 maggio 2026, dalle 10.00 alle 19.00.
[📸 isseymiyake.com]