Sono passati diciotto anni da quando Steve Jobs presentò per la prima volta un’invenzione che ha cambiato la vita di tutti noi, o quasi. Un apparecchio elettronico che ha riscritto le regole del design del telefono ed è diventato un must have per molti, oltre che uno status sociale. Stiamo parlando dell’iPhone, la linea progettata e prodotta da Apple che ha cambiato le regole del gioco.
Il primo, il modello 2G, fu presentato per la prima volta da Steve Jobs il 9 gennaio 2007 durante la conferenza stampa di Macworld a San Francisco. Il video di quella presentazione è uno dei più cliccati in rete. Ricondiviso da moltissimi utenti, rappresenta ancora oggi un momento storico per il mondo della tecnologia. «Questo è un grande giorno che aspetto da due anni e mezzo», disse Steve Jobs salendo sul palco prima di presentare il rivoluzionario modello di smartphone. «Oggi Apple reinventa il telefono», aveva aggiunto. Una frase che, a diciotto anni di distanza da quel momento, suona come una profezia.
La rivoluzione di Jobs fu possibile grazie all’unione di tre elementi in un unico dispositivo: un telefono cellulare, un iPod widescreen con controlli touch e un sistema Internet dotato di e-mail, motore di ricerca, navigatore e molte altre funzionalità. Elementi che hanno ridefinito completamente ciò che gli utenti potevano fare sui loro telefoni, che da semplici mezzi di comunicazione per fare chiamate o scrivere messaggi, si trasformarono in dispositivi elettronici con cui era possibile fare (quasi) tutto.
Il primo modello arrivò sul mercato nel giugno 2007 a un prezzo sorprendentemente basso rispetto a quelli attuali: 499 dollari per la versione da 4 GB e 599 dollari per quella da 8 GB. Da quel momento per Apple il percorso è stato tutto in discesa: oggi l’ultimo di gamma è l’iPhone 16, che, nonostante sia profondamente diverso rispetto al primo modello, ha una cosa in comune con l’iPhone 2G: è un dispositivo rivoluzionario che ancora detta le regole dell’innovazione in campo tecnologico.
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