Intelligenza Artificiale: l’ascesa inarrestabile dell’IA nel mondo della moda

Intelligenza Artificiale: l’ascesa inarrestabile dell’IA nel mondo della moda

A più di un anno da quando i modelli generativi hanno catturato per la prima volta l’attenzione del pubblico, anche quelli più avanzati continuano a commettere errori matematici di base e a produrre immagini con inesattezze fisiche o storiche. Nella moda, il destino di alcuni dei primi progetti di intelligenza artificiale generativa è già in dubbio, ma la tecnologia sta avanzando rapidamente e non ha bisogno di essere rivoluzionaria per avere un impatto.

La moda è da sempre un canale importante di sperimentazione per le nuove tecnologie, e anche l’IA non fa eccezione; può fornire un supporto creativo generando automaticamente suggerimenti di pattern e texture, aiutando i fashion designer a creare nuovi progetti e stili in modo più efficiente ed innovativo, azzerando quindi problematiche legate alla richiesta di tempo. Inoltre, l’intelligenza artificiale può analizzare diversi dataset per quanto riguarda trend e preferenze dei consumatori, permettendo di ottenere una maggiore comprensione e consapevolezza del mercato, ed anticipare le richieste del proprio target. Un ulteriore aspetto significativo è l’ottimizzazione della produzione e gestione della supply chain. Ma può anche essere sfruttata per prevedere le domande del mercato, ottimizzare la produzione e ridurre gli sprechi, consentendo una gestione più efficiente del processo produttivo con un minore impatto ambientale.

Tuttavia questo sistema non è esente da dubbi e critiche, soprattutto per quel che riguarda l’utilizzo della manodopera e la creatività, che dovrebbero essere alla base del settore. L’AI sostituirà definitivamente l’essere umano rendendolo superfluo perfino da un punto di vista di immagine o visione creativa? Già si sono scaturiti molti dubbi dall’annuncio di Levi’s di voler accostare ai modelli reali dei modelli iper-realistici generati con intelligenza artificiale entro la fine dell’anno, giustificandolo come un modo per sperimentare una pletora di combinazioni tra varie fisicità e tratti estetici. Potremmo iniziare ad abituarci all’idea di un’AI impiegata come strumento al servizio del creativo, ma cosa succede quando questa sostituisce le persone in carne e ossa? E se quello che si vanta di nascere come un modo (decisamente discutibile) per favorire diversità e inclusione – offrendo una maggior rappresentazione per tutti – finisse per generare nuovi canoni di bellezza non meno problematici di quelli esistenti?

Quel che è certo è che i brand ci credono molto e vogliono lanciarsi in questa nuova avventura. Dopo Coach, che per la SS24 ha catapultato personaggi del calibro di Lil Nas e Camila Mendes in una dimensione gaming realizzata proprio attraverso l’AI, ora ci ha pensato anche The Attico. Il brand di Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini ha lanciato una nuova campagna con protagonista Emilia, Lina, Mariaelena, Mirella e Patrizia, modelle/donne create esclusivamente con intelligenza artificiale, così come gli interni delle case di design in pieno stile milanese. Muse tutte al digitale, che indossano i nuovi jeans “Fern” del brand, sotto la direzione artistica di Giorgia Pendlebury.

Arriveremo ad un punto in cui ognuno di noi creerà la vita che desidera attraverso la tecnologia, ma questo sarà davvero la realizzazione di un sogno o un ennesimo processo di destabilizzazione del reale?

[📷 theattico.com]

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