Gli anni ’20 del 2000 sono fatti per i grandi ritorni. Dopo il y2k, la moda segue fedelmente la linea del tempo e riporta in tendenza uno stile dissoluto e seducente, nato intorno al 2007. L’Indie Sleaze – termine coniato dalla TikToker e trend analyst Mandy Lee – è stato un movimento culturale ed estetico fortemente influenzato dalle sottoculture musicali, che ha caratterizzato la fine della prima decade del nuovo millennio e si è lentamente smorzato intorno al 2015. I massimi esponenti di questa tendenza trasandata e glamour sono stati Kate Moss, l’ex fidanzato Pete Doherty, la modella e trendsetter Alexa Chung, la cantautrice Sky Ferreira e le gemelle Olsen. L’Indie Sleaze oggi torna alla rivalsa dopo gli anni di pandemia, a braccetto con un forte desiderio di socialità, party life e sensualità.

A metà tra le riviste patinate e i gossip scomodi, l’Indie Sleaze ha raffigurato l’estetica contrastante di una generazione ribelle e anticonformista, frugando nel guardaroba trasandato di Kurt Cobain e immortalato in serie tv come “Skins” e negli scatti controversi del fotografo Terry Richardson. Oggi, dopo più di 15 anni dalla sua nascita, il trend torna ad appassionare i nostalgici e i nuovi fashion enthusiast a colpi di hairstyle spettinati, skinny jeans e camicie a quadri. E mentre le gemelle Olsen non hanno mai veramente abbandonato questa tendenza, le sorelle Hadid spiccano come nuove portavoce della versione 2.0 del trend. Tra maxi bag decorate, ballerine, sciarpe variopinte e giacche in pelle, Bella Hadid si conferma paladina della moda d’archivio e indossa capi che riportano alla memoria lo stile underground del 2010. Ma anche Gigi Hadid porta in scena la sua versione del trend, tra jeans strappati, Converse All Star e top aderenti dal colori caotici. Olivia Rodrigo mixa allo stile indie le vibrazioni del y2k con completi succinti, minigonne a quadri e platform vertiginose, mentre Sienna Miller aggiunge cinture boho-chic ai suoi abiti semi trasparenti, alternati a pullover a quadri e gonne svasate in pelle.

Nella moda, sono molti gli stilisti che hanno portato in passerella un’ode contemporanea all’Indie Sleaze. Marc Jacobs ha riportato in vita la carica vibrante del trend nella sua linea “Heaven”, lanciata nel 2020, mentre Hedi Slimane ha riabbracciato le sue radici per la collezione invernale 2023, in una sfilata glam-rock sulle note di “Hello Operator” degli White Stripes. L’eredità dell’Indie Sleaze è affascinante ma ricca di controversie, dall’iper-sessualizzazione del corpo al trionfo della magrezza, oltre ad un’ode alla vita dissoluta e libertina come chiave per l’eterna giovinezza. Nel 2023, in un panorama socialmente più sensibile ed inclusivo, ciò che rimane dell’Indie Sleaze è un disegno estetico e nostalgico, capace di affascinare le nuove generazioni e di contaminare la nuova moda con spunti creativi dal passato.