Il tempo che passa e le edicole che continuano a chiudere

«Carlino e Stadio», «Pronto Carlino e Stadio». Lucio Dalla amava l’odore della carta stampata, “mi ammazza” diceva estasiato. Lo raccontò in un programma di Rai 2 chiamato “I masticanotte”, diversi anni fa, svelando un rituale per lui sacro. Alle 4:30 andava all’edicola di San Vitale a Bologna, prendeva le sue copie de “Il Resto del Carlino” e del “Corriere dello Sport”, due chiacchiere con il giornalaio, poi salto in un noto bar della città, durante le sue vialate. Tralasciando l’effetto, raccontato da Dalla, della carta stampata più il cappuccino, c’è molto di un’Italia che non c’è più in questo piccolo quadretto.

I dati sui giornali, purtroppo, segnano spessissimo un meno davanti alle copie vendute, il digitale è diventato il mezzo principale di fruizione di contenuti, almeno in larga parte, e conseguentemente, questo spostamento verso nuovi mezzi dei nostri tempi, ci sta portando via quelli che erano dei veri presidi sociali, dei circoli in cui ritrovarsi, delle persone che facevano parte della nostra quotidianità. Le edicole e gli edicolanti. Come un orologio svizzero, aperti tutti i giorni, con la pioggia o con il sole, pronti a darci l’intrattenimento o l’informazione di cui volevamo cibarci. Sarà che il termine latino, la cui origine appartiene a quelle religiose, proviene da “aedes”, ovvero tempio, ma fin dalla fine dell’800 le edicole hanno assunto anche quel ruolo rituale. Per grandi e più piccoli.

Quei piccoli chioschetti lungo i marciapiedi, le strade e le piazze di tutta Italia, oggi, sono sempre meno. Gli appelli si sprecano, i dati purtroppo non mentono. Negli ultimi cinque anni le edicole che hanno chiuso in Italia sono 3339, solo nel 2022 quasi 1000 hanno abbassato la serranda. È l’ennesimo segnale di un pezzo di Paese che sta scomparendo, che cerca di resistere al tempo e che con la sua estetica, fatta di copertine e civette, con le loro “breaking – per modo di dire – news”, di odore di carta stampata e di umanità, ha segnato la vita di ognuno di noi.

[📷 Getty Images; ClassicStock, colaimages, Alamy / IPA]

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