Era il 2006 quando “Il Diavolo Veste Prada” arrivò sui grandi schermi, portando in scena uno spaccato del sistema moda anni 2000. L’omonimo romanzo di Lauren Weisberger, fu pubblicato nel 2003 e si basava sulle vicende della scrittrice, che era stata assistente di Anna Wintour da Vogue. Sono dunque passati circa 20 anni. Ora, con l’annuncio ufficiale del sequel, ci si chiede quali saranno i cambiamenti che verranno messi in scena. Il mondo della moda, come quello dell’editoria, è stato oggetto di stravolgimenti, dettati dall’affermazione del digitale.
Era la moda delle redazioni pettinate scandite dal tacco 12, dove la carta stampata deteneva ancora un grosso potere ed era il goal massimo al cui aspirare; un mondo esclusivo dove un certo autoritarismo gerarchico era un’imposizione alla quale era difficile sfuggire, e dove rientrare nei canoni era legge. Un mondo che affascinava e spaventava proprio per la sua inaccessibilità. Ora la carta stampata è in crisi e il digitale, prima con i blog e poi con i social, ha reso la comunicazione più accessibile e immediata, democratizzando il sistema. L’avvento degli influencer ha aperto le porte ad un nuovo concetto di “celebrità”, con un linguaggio mediatico completamente diverso.
Ma in quanti oggi sarebbero disposti a farsi trattare come Andrea da Miranda Priestley? Sono infatti ancora tanti i giovani lamentare condizioni di lavoro tossiche, trattamenti irrisori, paghe misere o addirittura inesistenti, giustificate dal “privilegio” di lavorare in un contesto riconosciuto come istituzione, il tutto condito da un generale clima di ansia che si riflette anche sulle prestazioni del lavoro. Sono cambiate le modalità, ma siamo sicuri che, le nuove values di inclusività e self acceptance di cui il fashion si fa portavoce abbiano una rispondenza nel reale? Forse il sequel farebbe bene a rappresentare quello che “dovrebbe” essere il reale cambiamento del sistema, con una vera identificazione tra dire e fare, senza false ipocrisie. C’è ancora tanto da cambiare, e Miranda Priestley non è la sola.
[📹© Fox 2000 Pictures, Wendy Finerman Productions, Dune Entertainment; 📷Fox 2000 Pictures, LMK / IPA]