Il posto di lavoro compromesso da OnlyFans: giusto o sbagliato?

Nelle ultime ore ha fatto molto discutere la storia di Ilaria Rimoldi, ragazza 25enne che lavorava nel parco divertimenti “Gardaland” e parallelamente portava avanti una carriera da creator su OnlyFans, dove pubblica immagini sexy in lingerie. La Rimoldi all’interno del parco giochi lavorava nell’accoglienza, accompagnando i visitatori alle attrazioni. Stipendio di 1000 euro al mese e un contratto a tempo determinato.

Quel rapporto lavorativo in poco tempo si è sgretolato, specialmente dopo che la sua carriera parallela aveva preso piede, accrescendo la sua notorietà. E infatti, ieri, martedì 13 dicembre, lei stessa sul suo profilo TikTok ha rivelato di non lavorare più per loro. Il motivo? Contratto scaduto e non rinnovato. Il che effettivamente è vero, così come il fatto che, come spiega la stessa Rimoldi, a Gardaland la sua carriera parallela non sia piaciuta per niente, dato che le immagini da lei realizzate non si addicevano all’immagine del parco, che si rivolge alle famiglie.

La crisi è quella che è, così come l’inflazione, e necessariamente per tante persone o famiglie scatta la necessità di trovare un’altra sistemazione. Ed effettivamente, in questi tempi di crisi, sorge una domanda su questo tema: c’è qualcosa di male nel fare un secondo lavoro per arrotondare, magari anche su OnlyFans? Di situazioni analoghe a quella della Rimoldi abbiamo letto in questi mesi. Dall’infermiera negli Stati Uniti che sarebbe stata licenziata perché i suoi contenuti su OF distraevano i colleghi, alla storia, raccontata da Le Iene, di un’impiegata in banca e di una cameriera in una pizzeria che avrebbero perso il lavoro per le loro attività sulla piattaforma in abbonamento.

Il discorso qui è prettamente morale ed etico. Da sempre la nostra società ha un preconcetto rispetto a questo tipo di mestiere o rispetto all’utilizzo del corpo per trarre guadagno. Ma effettivamente qual è il danno che queste persone fanno, realizzando questi servizi nel loro tempo libero, fuori dall’orario di lavoro?

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