Era un secolo fa, ma in pratica era ieri. Quando spostarsi in automobile era diventato di uso comune e quindi anche il rifornimento diventava una priorità. Quel fenomeno rapidamente prese piede anche nel resto del mondo, tra cui l’Italia. Fu negli anni ‘50, quando si aprì una fase nuova in un Paese con tanta voglia di futuro e le stazioni di servizio divennero un luogo cardine di quel cambiamento. Di un Paese che viaggiava in lungo e in largo lungo lo Stivale, e a cui non bastava più fare semplicemente rifornimento.
Così oltre alle semplici colonnine per la benzina, magari con il controllo di acqua e olio, il focus è passato a spazi molto più ampi con bar, ristoranti, piccoli market e anche con dei motel, per soste più calme. Grande protagonista di questo cambiamento nella vita degli italiani fu sicuramente AGIP, con Enrico Mattei dietro la visione di luoghi che entrassero nella quotidianità delle persone. Modernità, relax, servizi di ogni tipo. E anche iconicità. Perché in quei luoghi-non luoghi ci sono dentro mondi nuovi, realtà quasi parallele, all’interno di città e paesi. Dove sono passati i nostri trisavoli, i nostri genitori e adesso ci passiamo noi. Sicuramente con una veste diversa, ora. Più moderna e in regola con i tempi.
Ma come qualsiasi pezzo della nostra storia, anche in quelle stazioni di servizio c’era vita e un’Italia diversa. Che voleva viaggiare e mangiare i chilometri da una città all’altra, magari con una decappottabile. Come Vittorio Gassman in “Il Sorpasso” che con la sua Lancia Aurelia B24 Spider arrivava sull’Aurelia. Rifornimento, bagno, sigarette e qualcosa di fresco da bere. Azioni quasi automatiche entrate negli usi e costumi di una nazione. E che ora vengono raccontate grazie al prezioso archivio fotografico Eni, che documenta molte di quelle architetture ancora oggi all’avanguardia, che magari ora sono cambiate o non ci sono più. Ma che rimarranno comunque per sempre.
[📸 Courtesy of Archivio storico Eni]