Il Museo delle cere di Parigi ha rimosso la statua di Putin

“Non abbiamo mai rappresentato dittatori come Hitler e non abbiamo voglia di rappresentare Putin oggi”. Con queste parole il direttore del Museo Grèvin delle cere di Parigi, Yves Delhommeau, ha annunciato all’emittente radiofonica “France Bleu” la rimozione del busto dedicato al presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, dalla collezione che raffigura molti altri leader mondiali. È l’ennesima reazione simbolica che l’Occidente dimostra dopo l’esplosione del conflitto in Ucraina, a causa dell’invasione russa. La statua è stata smontata, messa in una teca e riposta in una stanza, non accessibile al pubblico.

Una scelta che è stata documentata da alcune foto condivise su Twitter, raffiguranti l’operazione di disinstallazione della testa della massima carica russa, riposta in una custodia in legno. Delhommeau ha continuato mostrando la riluttanza nei confronti del leader, dopo i fatti accaduti in territorio ucraino. “Visto quello che è successo, il nostro personale e io stesso non abbiamo voglia di passarci davanti tutte le mattine, di pettinarlo di nuovo, di rifarlo bello”. Il direttore del Grèvin preferirebbe piuttosto inserire nel Museo chi sta combattendo contro l’ingiustizia. “Magari ci metteremo il presidente Zelensky e potremmo rappresentare l’Ucraina che si batte eroicamente contro una dittatura, perché no”.

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