Kim Kardashian ha avuto un ruolo fondamentale nell’aiutare un gruppo di calciatrici afghane e le loro famiglie a lasciare il Paese. Come ha rivelato l’Associated Press, l’influencer ha noleggiato un charter lo scorso giovedì che ha portato i 130 passeggeri dal Pakistan alla Gran Bretagna. L’aereo è atterrato all’aeroporto di Stansted, vicino Londra. Il gruppo trascorrerà 10 giorni in quarantena prima di iniziare una nuova vita in Gran Bretagna. Da quando i talebani hanno conquistato gran parte dell’Afghanistan quest’estate, decine di migliaia di persone sono fuggite.
A rendere possibile il salvataggio non è stata solo la generosità della celebrity statunitense. A guidare l’operazione è stata l’ex capitano dell’Afghanistan, Khalida Popal che ha contattato un’importante organizzazione no profit con sede a New York che si occupa di giustizia penale e questioni umanitarie, la Tzedek Association. Il presidente dell’associazione, il rabbino Moshe Margaretten, ha informato della situazione Kim Kardashian, chiedendole se fosse disposta a pagare il volo e ricevendo immediatamente risposta affermativa. Importante anche il contributo del presidente e proprietario del Leeds, l’italiano Andrea Raddrizzani, che ha offerto il suo aiuto per supportare le giocatrici e le loro famiglie nel Regno Unito.
«È un grande privilegio far parte di questa missione per salvare la squadra nazionale giovanile femminile afgana! – ha twittato nelle scorse ore l’influencer – Tutte le ragazze hanno il diritto di essere ciò che vogliono essere. Sono coraggiose ed è tragico che abbiano dovuto lasciare il loro Paese perché desiderano praticare uno sport che amano».