Il discorso del principe William al Coronation Concert

Il principe William ha mantenuto la promessa: il suo discorso al Coronation Concert non è durato tutta la notte (come canta Lionel Richie), ma molto meno. Giusto il tempo di ringraziare tutti i sudditi, di ricordare sua nonna, la Regina Elisabetta e, soprattutto, di omaggiare Carlo, suo padre, appena incoronato sabato a Westminster. E aldilà della battuta con cui apre il suo breve momento, il principe del Galles ricorda proprio le prime parole con cui ha esordito il nuovo sovrano: «Le prime parole di mio padre, entrando ieri (sabato ndr) nell’abbazia di Westminster, sono state una promessa di servizio. Era un impegno a continuare a servire. Perché da oltre 50 anni, in ogni angolo del Regno Unito, in tutto il Commonwealth e in tutto il mondo, si dedica a servire gli altri, sia le generazioni attuali che quelle future, e coloro la cui memoria non deve essere trascurata», dice.

Un impegno di mezzo secolo al servizio del pianeta, dei più deboli, con l’ente di beneficienza “The Prince’s Trust”. Ma soprattutto, ciò che Carlo ha capito, secondo William, è «che le persone di tutte le fedi, di tutte le origini e di tutte le comunità meritano di essere celebrate e sostenute». Per questo e molto altro, la chiusura del primogenito ha ricordato un po’ le intro dell’allora principe del Galles nei discorsi pubblici riguardo sua madre, Elisabetta. Per Carlo era “Your Majesty, mummy”, per William, invece, il nuovo Re è semplicemente “Pa”. «Siamo tutti così orgogliosi di te», dice prima del consueto e mai banale “God save the King!”.

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