Lo attendavamo da tempo, e alla fine è arrivato: stiamo parlando del debutto di Pierpaolo Piccioli da Balenciaga, avvenuto questa sera a Parigi. Lo stilista italiano, per anni alla guida di Valentino e affermatosi come sensibile poeta di cromatismi e leggiadria di silhouette minimali e architettoniche, ha preso in mano il timone della maison parigina dopo la “Demna Era”, ovvero i lunghi anni di direzione creativa di Demna che, vi piaccia o no, è stato rivoluzionario, contribuendo a un impatto ben più culturale che semplicemente limitato alla moda.
Con Piccioli, Balenciaga ritorna alle origini e si mescola con il minimalismo contemporaneo del designer. Heartbeat, questo il nome della collezione Spring Summer 2026, è una dichiarazione d’amore alla maison, intriso di quella sua componente tutta italiana di genuino entusiasmo e riconoscenza. L’inizio è splendido: sofisticati look in black&white riprendono l’archivio di Cristóbal ma restano vendibili e capaci di conferire un’immediata allure di eleganza ricercata a chiunque li indossi. Capi che, volente o nolente, strizzano l’occhio a una clientela ben più variegata di quella precedente.
Meno impattanti i look daily: nulla di nuovo tra bermuda in denim, crop top e giacche in pelle, mentre le infradito platform sono dimenticabili e forse evitabili. Una collezione che denota sicuramente l’expertise di Pierpaolo Piccioli, nonché il suo amore e la sua devozione al mestiere. Indimenticabile? Probabilmente no, ma il mercato potrebbe beneficiare di una collezione così vasta e commercialmente smart. Elegante, sentimentale, rispettosa del DNA, vendibile, ma ci è mancata l’iconicità, a partire dalla soundtrack, fin troppo prevedibile e poco ammaliante. Magari alla prossima. Tra gli ospiti presenti, Anne Hathaway, Barbara Palvin, Simone Ashley, Rosie Huntington-Whiteley, Emma Chamberlain, Philippine Leroy-Beaulieu, Law Roach, Vittoria Ceretti, Laetitia Casta.
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