Il Chapter Two della FW26 di Hermès a Los Angeles è un equilibrio tra artigianalità e coreografia

Per il Chapter Two della Fall/Winter 2026, terzo capitolo del format della direttrice creativa del womenswear a New York nel 2024 e poi sviluppato a Shanghai nel 2025, Hermès approda questa volta a Los Angeles. Il progetto itinerante, avviato come naturale prosecuzione della collezione presentata inizialmente a Parigi, continua a costruire una narrazione che si modella sullo spirito delle città ospitanti, ampliando il racconto della maison attraverso geografie e immaginari differenti. 

Nadège Vanhée non sembra costruire una narrazione per accumulo, quanto piuttosto per sottrazione: a Los Angeles elimina il superfluo per lasciare spazio a una lettura più essenziale del gesto creativo. Artigianalità e coreografia si intrecciano in movimenti precisi, affinati nel tempo, fino a restituire un’idea di bellezza costruita sulla disciplina. Un linguaggio condiviso che mette in relazione la figura della ballerina, quella dell’artigiano e la donna Hermès. In questo senso, la colonna sonora finale di “Bette Davis Eyes” amplifica ulteriormente il concetto: come il brano, che gioca su un’eleganza seduttiva ma trattenuta, anche la collezione lavora su un fascino controllato fatto di tensione più che di ostentazione.

I codici della maison restano pienamente riconoscibili: la pelle come elemento fondante, linee essenziali ma tutt’altro che banali e una costruzione dei capi che avvolge il corpo con precisione. La palette cromatica, ispirata a una lettura luminosa di Los Angeles, si articola tra giallo burro, rosso intenso e nero profondo, in un color blocking perfettamente a metà tra energia e misura. La pelle, materiale emblematico della maison, attraversa tutta la collezione in capispalla strutturati e coat morbidi, accanto ad abiti in seta vellutata e a creazioni arricchite da paillettes e perline. Non manca un accenno al West americano, evocato da dettagli in pelle che richiamano l’immaginario cowboy. Tra i look, un cappotto giallo in pelle abbinato a una borsa rosa introduce una nota di ottimismo californiano, mentre un completo in satin rosso reinterpreta in chiave femminile il guardaroba maschile dello smoking. Le silhouette da sera nere, ricoperte di luce, chiudono il racconto con un’eleganza essenziale, mentre le borse, come ci si aspetta da una maison come Hermès, sono protagoniste. 

Come dichiarato dalla designer e riportato da WWD, la collezione introduce inoltre una componente narrativa legata al mondo del balletto, che si stratifica sugli outerwear e sulle silhouette ispirate alla performance. Ne nasce l’immagine di una ballerina che, dopo le prove, indossa un cappotto e attraversa la città, portando con sé la disciplina del palcoscenico nella vita quotidiana. «Il balletto è stato un tema centrale», ha spiegato la designer. «Parla di grazia, di bellezza e della precisione del gesto. L’abilità dell’artigiano e quella del ballerino si incontrano in modo naturale: è stato interessante metterle in dialogo e costruire una nuova grammatica visiva», ha aggiunto, sottolineando come questo immaginario, pur non essendo immediatamente associato a Hermès, sia diventato parte integrante del progetto creativo.

[📸 hermes.com]

Condividi l'articolo sui social: