Considerata un indumento decisamente cool e versatile, la tuta da sci si presta a un’infinità di combinazioni. La sua nascita risale al primo quarto del XX secolo, in concomitanza con la diffusione di questo sport. Inizialmente, gli appassionati di sci erano costretti a coprirsi con molti strati di abiti pesanti, ma si resero presto conto di quanto questi compromettessero l’agilità sulle piste. Fu solo negli anni ’30, grazie ai progressi della tecnologia tessile, che vennero introdotti i primi modelli di tute da sci. Un’innovazione che, con il tempo, è stata perfezionata per adattarsi sempre meglio alle performance, grazie all’uso di tessuti traspiranti, impermeabili e termoisolanti.
Con una richiesta sempre più crescente e un numero sempre più alto di frequentatori delle piste da sci, tra cui alcune celebrità, era naturale che la moda decidesse di esplorare questo settore. Emilio Pucci fu il primo a intuirne il potenziale: nel 1947, in Svizzera, disegnò delle tute da sci che catturarono immediatamente l’attenzione della stampa, finendo su Harper’s Bazaar. Da allora, il connubio tra moda e sci non si è mai interrotto, continuando a sedurre sia gli sportivi sia i fashion victim, con soluzioni innovative ogni inverno.
Due pezzi o pezzo unico? Questa è la principale differenza tra i modelli di tute da sci. Se la prima combinazione lascia più spazio alla sperimentazione, permettendo di mixare giacche e pantaloni diversi, la seconda, con la giacca incorporata, rimane sempre iper chic e, perché no, anche molto sexy in chiave femminile. Coloratissime o in tinta unita, ce n’è davvero per tutti i gusti. Quasi viene da pensare che persino i detrattori della montagna, del freddo e delle attività sportive ad alta quota abbiano iniziato a cambiare idea solo per il desiderio di indossarne una almeno una volta.
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