Con la monumentale sfilata romana di Valentino presso Palazzo Barberini, il fashion month dedicato alle collezioni FW26 può dirsi ufficialmente concluso. E proprio lo show curato come sempre da Alessandro Michele nella Città Eterna ha riportato l’attenzione sull’importanza delle location delle sfilate, oltre i vestiti. Certo, Palazzo Barberini è un gioiello dell’architettura storica italiana, ma anche quando si tratta di luoghi meno noti o imponenti è incredibile verificare, stagione dopo stagione, quanto il contributo di architetti, set designer e team di produzione esperti siano parte fondamentale della riuscita di un fashion show.
Location completamente trasformate grazie all’intervento creativo e progettuale di studi esperti diventano lo scenario primario in cui la narrazione di una collezione prende vita concretamente, tra suggestioni fantastiche, ispirazioni d’altri tempi, mix di texture e props spettacolari. Nemmeno per questa Fall/Winter 2026 siamo rimasti delusi, dato che i brand hanno saputo regalarci atmosfere uniche grazie ai set design della sfilata. Dal minimalismo di Jil Sander all’oscura sontuosità di Saint Laurent, dai colori di Acne Studios al rosso di Bottega Veneta, noti studi d’architettura come Bureau Betak, Sub Global e Formafantasma hanno dato vita a luoghi sospesi nel tempo e nello spazio.
[📹 Instagram: louisvuitton, dior, maisonvalentino 📷 Courtesy of Bottega Veneta / ©️ Chris Rhodes; Instagram: chanelofficial, bureaubetak, fastenseatbeltofficial, formafantasma, villaeugenie, sub.global / ©️ Romain Laprade; it.louisvuitton.com; oma.com / ©️ Alto Piano]