“Cet été j’vends d’la moula en Alicante”… la conoscete? Da Milano a Riccione, e per tutta la penisola italiana, “Alicante” di Gambino è il richiamo ufficiale di ogni maranza che si rispetti. Vi basta fare un giro su TikTok per farvi un’idea di ciò che significa, perlomeno in termini di stile, questo appellativo. Tuta acetata slim, calzino sportivo a contrasto, Nike TN ai piedi (le cosiddette “Squalo”), borselli a tracolla, e un hairstyle rigorosamente rasato ai lati, che lascia la frangia più lunga. I maranza (“marocchino” + “zanza”) sono i tamarri 2.0 che si muovono solo in branco – o meglio, in “gang” – e che con il loro stile prodotto in serie emulano l’atteggiamento dei propri idoli. Tra questi, gli intoccabili della musica trap e drill internazionale, dal francese Ziak, sempre coperto in volto da una bandana, ai nostrani Baby Gang e Rondodasosa.
Balaclava in inverno, ciabatte col calzino in estate, collane al collo per tutto l’anno: i maranza sono diventati una certezza a Milano, e dalle periferie si sono velocemente spostati nelle zone più centrali della città, come Corso Como e l’Arco della Pace. Il loro stile si espande a macchia d’olio anche nelle località di villeggiatura come Rimini e Riccione, mentre su TikTok l’hashtag “maranza” conta più di un miliardo di visualizzazioni. Il loro nome è sinonimo di “stile da strada”, proprio come i punk, negli anni ’70 della suburbia londinese, mentre con gli hooligan condividono la passione per i jersey da calcio e l’attitudine spavalda. Anticipati dalla permanente riccia e la colonna sonora drill sparata dalle casse bluetooth, i maranza sono la linea sfumata tra meme e sottocultura, tra chi cerca di copiare il loro stile, e chi invece lo trasforma in una parodia. Ma una cosa è certa: ignorarli è praticamente impossibile.