Sono passati più di 50 anni. Da cosa? Da un momento che ogni tifoso dei Knicks aspettava. 50 anni – 53 per l’esattezza – di digiuno totale. Di promesse e poi di delusioni infinite, ma sempre di amore. E non è un caso che, decenni dopo, l’esplosione di gioia negli ultimi giorni e nelle ultime ore sia stata incontenibile. Perché i Knicks ce l’hanno fatta: sono finalmente, dopo tutto questo tempo, campioni NBA.
Dopo 5 estenuanti partite nelle Finals, i newyorkesi hanno battuto gli Spurs in gara 5, aggiudicandosi la serie per 4-1. Trascinati dalle prodezze di Jalen Brunson, i Knicks anche in gara 5 hanno sofferto e poi rimontato nell’ultimo quarto. Quanto bastava per sancire ufficialmente il ritorno in vetta alla lega professionistica di basket più famosa e prestigiosa del mondo.
Sono passati solo pochi giorni dall’incredibile rimonta in gara 4, direttamente dal Madison Square Garden, e anche a San Antonio il copione è stato lo stesso. Così come è stato lo stesso il coinvolgimento delle stelle dello spettacolo e dello sport: chi attaccato al televisore o al telefonino, chi presente all’AT&T Center.
Come ad esempio Timothée Chalamet, che ha definito questa vittoria migliore di un Oscar, o come Ben Stiller, da sempre vicinissimo alla squadra. Non poteva mancare ovviamente Spike Lee, ma c’è stata anche la presenza del Principe Harry. Presenti sugli spalti anche questa volta Sydney Sweeney con il compagno Scooter Braun.
Ma la festa è esplosa sia a San Antonio sia nella Grande Mela, teatro della gioia incontenibile dei fan che si sono riversati per le strade della città. Scene di straordinaria felicità per un successo che mancava da troppo tempo e che, anche per il modo in cui è stato raggiunto, ha dato ancor più valore alla vittoria.
Non senza imprevisti, visto che in molti si sono arrampicati sui pali della luce o sopra gli autobus. La polizia di New York ha fatto sapere di aver già arrestato alcune persone che hanno festeggiato evidentemente “un po’ troppo”.
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