Il 2025? Un anno sottotono, almeno per quanto riguarda la moda. Perché al di là dei cambi alle direzioni creative che ci hanno tenuto con il fiato sospeso per svariati mesi, e relativi colpi di coda inaspettati, c’è ben poco di memorabile. Ma, soprattutto, ben poco è cambiato. A dar pan per focaccia a un periodo decisamente decaffeinato ci pensano le celeb, anche se senza grossi colpi di scena: alcune continuano a confermarsi come campioni di stile, altre farebbero meglio a cambiare personal stylist o a ripulire il proprio armadio. Sicuramente ci ricorderemo il 2025 come l’anno dei Labubu, sfortunatamente, della nomina ingiustificata di un personaggio come Jaden Smith alla direzione creativa di un brand come Louboutin, del debutto molto poco edificante di Duran Lantink alla direzione creativa di Jean Paul Gaultier.
Ma ricorderemo il 2025 anche come l’anno di debutto di Matthieu Blazy da Chanel, con una sfilata, quella Métiers d’art 2026 nella metro di New York che ha fatto parlare il mondo intero: bella, fresca, incisiva. Ricorderemo il 2025 per il divorzio, dopo 10 anni, tra Demna e Balenciaga e anche del glow up di Kris Jenner in un nuovo stato di grazia. È stato l’anno dei look di coppia, come quelli riusciti di Zoë Kravitz e Harry Styles o gli esperimenti che avremmo preferito non vedere, come gli orange look di Timothée Chalamet e Kylie Jenner. Un anno strano, che probabilmente è servito come apripista per cambiamenti ben più significativi che, a questo punto, ci auguriamo possano concretizzarsi nel 2026… o almeno così speriamo.
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