La notizia uscita ieri, martedì 20 dicembre, della condanna a un anno e sei mesi al tifoso che aveva molestato in diretta la giornalista Greta Beccaglia, mentre si trovava in collegamento fuori dallo stadio Castellani al termine della partita Empoli-Fiorentina, ha fatto molto discutere. E non solo i media. La giornalista televisiva ha infatti condiviso in queste ore, sul suo profilo Instagram, gli insulti e i commenti rivolti a lei a proposito della vicenda.
«Mi fai tanta tanta pena. Hai distrutto un uomo e una famiglia per un po’ di fama… mi fai ribrezzo», «Sarai contenta per la Sentenza. Quanto sei fallita», «Tu a non fare una minc*ia e quel poveretto condannato! Che paese di…». La maggior parte dei commenti che si leggono sotto il suo ultimo post sono di questo tenore e sottolineano ancora una volta un concetto di base: è un’altra occasione persa. Per star zitti, per capire che mettere le mani addosso a una persona non è goliardia, per smettere di addossare la colpa a una persona che ha ricevuto una molestia mentre stava lavorando.
Le parole degli utenti, che magari sono gli stessi che si lamentano della mancanza di libertà di pensiero e di azione, dimostrano come in questo Paese si continui a minimizzare il consenso e l’inviolabilità del corpo altrui. Perché questa colpevolizzazione al contrario non fa altro che definire anche i principi su cui molti continuano a credere. Come se gesti di questo genere fossero roba da niente. Non sono roba da niente, sono da condannare con forza, perché non è “solo” una pacca sul sedere. È molto di più.
È uno schiaffo alla dignità di una persona, donna, lavoratrice. E i commenti sessisti che si moltiplicano sotto i suoi post, già da dopo il misfatto del Castellani di Empoli lo scorso anno, rendono quello schiaffo ancora più potente e doloroso. Non solo per Greta Beccaglia, suo malgrado vittima dell’episodio, ma anche per tutti noi. Che continuiamo a vivere nella giustificazione e minimizzazione di azioni come se stessimo ancora alle elementari, come se non vivessimo nel mondo degli adulti.