Tutti ne parlano, alcuni li hanno anche voluti vedere dal vivo. Tra Parigi e Milano, il fashion month dedicato alle collezioni Uomo e all’Haute Couture non ha visto rivolgersi solo l’attenzione alle maison e alle loro creazioni, ma anche agli ospiti. E inevitabilmente i riflettori sono stati puntati su due personaggi nello specifico. Stiamo parlando di Hudson Williams e Connor Storrie. Reduci dal successo della serie canadese “Heated Rivalry”, in uscita in Italia su HBO Max dal 13 febbraio, i due sono stati visti tra le due capitali della moda, ottenendo un’ondata di affetto infinita dai fan. Mai insieme, però, eccetto la comparsata virale ai Golden Globes, dove sul palco hanno regalato ai fan un momento molto divertente.
Hudson, che ha allietato soprattutto la Milano Fashion Week diventandone protagonista, ha recentemente rilasciato un’intervista a Wonderland Magazine, in cui non solo ha posato per la rivista, ma ha anche parlato di diversi temi, a partire dalla relazione con il suo co-host, su cui i fan nelle ultime settimane hanno parlato non poco. Alla domanda sul promo dello show, mentre allo stesso tempo entrambi cercavano di spiccare pubblicamente come personalità singole, Williams dice: «È stato davvero bello, perché io e Connor siamo allineati. Vogliamo essere artisti diversi. Non vogliamo essere le gemelle Olsen. Vogliamo essere Connor e Hudson, con filmografie diverse e contratti diversi. Per quanto ci amiamo, la nostra amicizia non ha bisogno di essere pubblica», riporta il magazine.
Non c’è bisogno di spiattellarlo in tutto il mondo, insomma, anche perché – continua Williams – c’è una citazione dell’ideatore della serie Jacob Tierney che riassume alla perfezione la situazione: “Shane e Ilya sono per il pubblico. Connor e Hudson sono per se stessi”. «Ed è esattamente così che la pensiamo. Le persone vogliono vederci sempre insieme in prima fila, ma lo evitiamo attivamente, perché inizia a sembrare un’operazione di branding. Se vieni sempre visto insieme a qualcuno, finisci per essere percepito come inseparabile», continua. Una questione di crescita personale, che esula dal rapporto personale: «Io lo chiamo in FaceTime ogni volta che ho un momento libero. Ma se ci propongono gli stessi fashion show, ci diciamo: “Tu a quale vai? Ok, allora io vado a un altro”. Siamo artisti testardi ed egoisti che vogliono essere persone a sé. È come dire: “Ti voglio bene. Non voglio fare tutto insieme a te”», conclude.
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