Hippopotame Bar: venduto da Sotheby’s al prezzo record di 31,4 milioni di dollari

Il mercato internazionale del design ha appena raggiunto un nuovo primato: da Sotheby’s New York, l’Hippopotame Bar di François-Xavier Lalanne è stato venduto per 31,4 milioni di dollari, oltre tre volte la stima, stabilendo la cifra record mai raggiunta in asta da un’opera di design. Un risultato che conferma la centralità di François-Xavier e Claude Lalanne, in un settore che negli ultimi mesi ha registrato un’impennata senza precedenti. Realizzato nel 1976 per la mecenate francese Anne Schlumberger, l’Hippopotame Bar è un pezzo unico, l’unica versione dell’iconico ippopotamo realizzata in rame modellato a mano. L’opera rappresenta una delle prime incarnazioni di quel linguaggio ibrido che si muove tra scultura animale, oggetto d’uso e invenzione surrealista, destinato poi a diventare cifra stilistica inconfondibile di François-Xavier. Alla struttura principale si affiancano elementi in maillechort, acciaio inox, ottone e legno dipinto, mentre la superficie presenta una patina sfumata nei toni del rosso, nero e ruggine, testimonianza della maestria di Lalanne nel fondere forma scultorea, funzionalità e ritmo geometrico. Al suo interno, un sistema di ingegnosi meccanismi rivela un bar completo: portabottiglie girevole, secchiello per il ghiaccio, vassoio per hors-d’oeuvre e scomparti dedicati ai bicchieri. Due disegni d’archivio della famiglia Schlumberger documentano inoltre il passaggio dall’idea iniziale alla progettazione del pezzo.

Ma chi sono François-Xavier Lalanne e consorte, detentori entrambi di cifre record? François‑Xavier e Claude Lalanne, coniugi parigini, hanno costruito una delle narrazioni più singolari del design del Novecento, fondendo arte e funzionalità in un bestiario di oggetti‑scultura in cui animali e piante si trasformano in mobili e arredi poetici. François‑Xavier attinge nella sua pratica alla zoologia immaginaria: rinoceronti che diventano scrivanie, scimmie che diventano lampade, mentre lei traduce il mondo vegetale in tavoli, specchi e oggetti dalle forme organiche. Lavorando fianco a fianco nel loro studio fuori Parigi, i due hanno sempre privilegiato un rapporto diretto con lo spettatore e la funzione dei loro oggetti, più che l’adesione a correnti formali. Dopo un periodo di marginalità negli anni Settanta e Ottanta, il loro lavoro è stato riscoperto dagli anni Duemila grazie all’interesse di collezionisti e gallerie, portando all’esplosione dei prezzi nelle aste internazionali. Il nome di François-Xavier, in particolare, è salito alla ribalta globale quando nel 2023 Christie’s a Parigi ha battuto «Rhinocrétaire I», la scultura-scrivania a forma di rinoceronte del 1964, ottenendo una cifra superiore a 18 milioni di euro, più di tre volte la stima iniziale e al tempo record assoluto per l’artista in asta. 

La vendita si inserisce nella dispersione della Schlumberger Collection, oggi decisiva nel ridefinire la domanda globale per le opere dei Lalanne. Nel catalogo newyorkese spicca anche il risultato degli elementi di balaustra “Anémone” di Claude Lalanne: stimati 80.000–120.000 dollari, hanno poi raggiunto i 431.800 dollari, segnalando un interesse che investe l’intera produzione storica della coppia. Il trionfo dell’Hippopotame Bar è legato sicuramente alla sua unicità, ma anche alla traiettoria di un mercato che, in un 2025 segnato da incertezze in altri comparti, trova nei Lalanne uno dei pochi territori di crescita costante. Basti ricordare che lo scorso giugno, sempre da Sotheby’s New York, il Grand Rhinocrétaire II aveva toccato 16,4 milioni di dollari, triplicando la stima, mentre poche settimane prima a Parigi il Bar aux Autruches aveva raggiunto 11,1 milioni di euro: fino a ieri, erano i risultati più alti mai ottenuti all’asta dagli artisti. Con il nuovo record dell’Hippopotame Bar, le gerarchie si riscrivono ancora una volta, indicando con chiarezza la direzione del settore: il design sta entrando nella stessa arena competitiva delle grandi icone dell’arte contemporanea, ed i pezzi dei Lalanne non sono più soltanto oggetti di culto, ma veri e propri blue chip del design da collezione.


[📷 sothebys.com]

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