Heron Preston, il ritorno: indipendenza, reset creativo e un modello tutto nuovo

Heron Preston è tornato, ripartendo dalle basi. Il brand dall’etichetta arancione, lanciato ufficialmente alla Paris Fashion Week del 2017, era diventato famoso grazie alle numerose collaborazioni realizzate con figure chiave della musica e della cultura street americana, primo tra tutti Kanye West, per il quale Preston aveva lavorato come Art director, collaborando a progetti come The Life of Pablo o Yeezy. Preston, cresciuto a Brooklyn e formatosi alla Parsons School of Design di New York, aveva ceduto i diritti del marchio subito dopo il lancio a NGG (New Guards Group), holding italiana specializzata nello sviluppo di brand street tra cui per esempio Off-White e Palm Angels. Il gruppo aveva subito negli anni successivi vari passaggi di proprietà, acquisito nel 2019 da Farfetch e poi da Coupang, fino alla dichiarazione di fallimento del gruppo.

Lo scorso giugno, Preston ha completato l’operazione che gli ha permesso di riacquisire il 100% del marchio, avviando un rilancio che oggi si presenta come un vero cambio di paradigma, ripartendo dal principio fondante che era stato il leitmotiv del brand: “Authenticity is paramount. Curiosity is critical. Less is more”. Ad oggi Preston inaugura un modello di business completamente rinnovato, basato su micro-collezioni da sette pezzi rilasciati in blocchi dalla cadenza volutamente flessibile, nel tentativo di tastare le acque con la propria clientela e di non rischiare di sovraccaricare la produzione. La prima capsule è stata rilasciata ieri, mentre la seconda è prevista per la giornata di domani, giovedì 13 dicembre.

Il primo drop, chiamato Blue Line Edit, propone come capi un hoodie, sweatpants, una camo jacket, un body, una camicia e una cintura, con prezzi che vanno da un minimo di 195 ad un massimo di 945 dollari (circa 168-812 euro). Come riportato da MFF, Preston definisce questo debutto non una collezione, ma un reset: una demolizione necessaria per riportare “la casa” alle sue fondamenta. Secondo il designer, questo processo durerà almeno un anno: solo al termine di questo test run si valuterà un eventuale ritorno a una collezione completa e, forse, a una sfilata. Nel frattempo la comunicazione con i clienti avverrà tramite newsletter, in modo diretto e senza intermediari. Resta il simbolo iconico dell’etichetta arancione, ora capovolta e vuota: un segno di resilienza e di ripartenza dalle origini che ne hanno dettato il successo.

In un post su Instagram, il designer ha pubblicato un carosello di fotografie di casa sua, che negli anni è stata laboratorio di creazione e capsula di sperimentazione per il brand, inaugurando questo nuovo capitolo con queste parole: «Questo studio è un promemoria di quanto lontano sia arrivato e di quanto più lontano sono pronto ad andare. Grato per la lotta, grato per lo spazio, grato per il futuro. Se sei stato con me durante questa battaglia – se sei qui dal primo giorno, ecco come appare la vittoria».


[📷 Instagram: heronpreston]

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